• Articolo Roma, 8 ottobre 2012
  • Frutta e verdura in cima alla lista dei consumi, seguite da uova, prodotti caseari, dolciumi e analcolici

    Bio: la consapevolezza batte la crisi

  • Secondo i dati diffusi da ANAB, Coldiretti e Legambiente, sarebbero sempre di più i “consumatori critici” che privilegiano il biologico a scapito del prodotto convenzionale

(Rinnovabili.it) – Un metodo produttivo virtuoso, capace di garantire il benessere dei cittadini, degli animali e dell’ambiente. Complici la genuinità del prodotto o la maggiore sicurezza alimentare, il biologico si è di fatto conquistato a poco a poco ampie fette di mercato e, secondo i dati rilevati dal dossier di AIAB, Coldiretti e Legambiente “Bio, benessere garantito”, sarebbero ben 7 su 10 i consumatori che lo preferirebbero all’acquisto dei generi alimentari convenzionali. Un dato che smentisce la flessione che la crisi ha fatto registrare sulla spesa degli italiani (con una crescita dell’acquisto bio che nel 2011 è stata dell’8,9%), intenti a consumare principalmente uova (+21,4%), prodotti caseari (+16,2%), biscotti, dolciumi e snack (+16,1%) e bevande analcoliche (+16%), oltre all’ortofrutta fresca e trasformata che, con una crescita del 3,4%, resta ancora la categoria biologica più gettonata. Effettivamente il fatturato che il settore biologico registra in Italia non è affatto trascurabile (1 miliardo e 550 milioni di euro l’anno) e interessa ben 1.096.889 ettari di terra, pari al 3% della superficie complessiva mondiale (37 milioni di ettari).

 

Gli autori del dossier, inoltre, assicurano che la nuova tipologia di consumo, che con armi innocue sta provando a battere la crisi, garantisce “un cibo di qualità con attenzione verso il terreno, l’acqua, la biodiversità, il clima, gli animali, l’agricoltore e, alla fine della filiera, il cittadino”. “Sono queste le basi del consumo critico e consapevole – hanno dichiarato AIAB, Coldiretti e Legambiente – che permette ai consumatori di scegliere quello che vogliono mangiare in termini di qualità, sostenibilità ambientale e rispetto della tradizione alimentare. Un modello di produzione e distribuzione differente che è divenuto ormai una risposta concreta alla crisi”.