• Articolo , 30 aprile 2009
  • ‘Adotta’ il solare per portare le rinnovabili nel Sud del Mondo

  • “L’energia per la prima volta può diventare solidarietà diretta, utilizzando il Sole come fonte di energia democraticamente distribuita, nel tentativo di alleviare quella trappola energetica che lega il fornitore al consumatore”

(Rinnovabili.it) – Tagliare la bolletta elettrica per finanziare progetti di incentivazione delle fonti rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo. Questo in parole povere quanto farà l’Università di Bologna istallando sul tetto della Facoltà di Agraria un impianto fotovoltaico da 150 kW di potenza, che permetterà all’Ateneo di risparmiare circa 180.000 kWh all’anno di spesa energetica e 110 tonnellate di anidride carbonica dall’atmosfera.
Una vera e propria centrale solare “solidale” dal momento che i circa 40.000 euro in meno così evitati serviranno per ‘accendere’ una luce speciale: la quota sarà, infatti, reinvestita nella ricerca scientifica a dimostrazione di come una fonte di energia rinnovabile gratis e democraticamente distribuita possa contribuire non solo alla bolletta. Ma l’intenzione solidale del progetto non si ferma qui. L’impianto sarà, infatti, il capostipite di un network virtuale di sistemi fotovoltaici in cui chiunque avrà la possibilità di ‘adottare’ un quadretto di silicio attraverso una piccola donazione economica, destinando il ricavato della vendita dell’energia al sostegno di “progetti di pianificazione energetica nei Paesi emergenti; quegli stessi, si legge nel comunicato, “da cui oggi stiamo sottraendo le fonti energetiche impedendo ed ostacolandone la crescita e la possibilità di garantirsi un futuro migliore”. L’impegno assunto dall’Ateneo ricalca alla perfezione lo spirito del progetto FREE (Fotovoltaico per la Ricerca Eco ed Equo solidale) nato 3 anni fa dall’associazione “Luce&Vitaenergia”:http://www.luceevitaenergia.it/; l’idea alla base, promossa dal Prof. Leonardo Setti del Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali dell’Università di Bologna, è quella di rendere partecipe ognuno al rovesciamento di quel perverso sistema che lega i Paesi produttori a quelli consumatori, proteggendo contemporaneamente l’ambiente dal riscaldamento globale.
“Stiamo cercando di mettere in atto – ha dichiarato il Preside della Facoltà di Agraria, prof. Andrea Segrè – una politica energetica che porti al contenimento dei costi energetici ma che ha, al contempo, anche rilevanti aspetti etici. Il mio obiettivo è che la nostra Università diventi sostenibile dal punto di vista ambientale, sfruttando le competenze che abbiamo al nostro interno, utilizzando gli incentivi dello Stato e accedendo alle opportunità offerte dalle nuove regole del mercato dell’energia. Abbiamo messo la questione energetica e la diminuzione dell’impatto ambientale al centro del nostro programma di lavoro”. L’idea ha già convinto il WWF Italia che ha deciso di concedere il patrocinio.