• Articolo , 7 gennaio 2010
  • ‘Nuvole energetiche’ sulle olimpiadi londinesi

  • Se è vero che gli inglesi quando si incontrano parlano del tempo, quale progetto potrebbe meglio rappresentare i Giochi Olimpici di Londra se non leggere nuvole luminose che si alimentano con i passi dei visitatori?

(Rinnovabili.it) – E’ stato battezzato “The Cloud”:http://www.raisethecloud.org/, letteralmente ‘La Nuvola’ ed è proprio questo che il progetto, avanzato da un gruppo di architetti per i Giochi olimpici del 2012, vuole rappresentare. Due torri trasparenti e leggere, alte oltre 120 metri e caratterizzate da una ‘nube’ di luce emessa da sfere gonfiabili in cima, a formare un enorme display a LED tridimensionale nei cieli di Londra. Oltre ad ospitare gli schermi 3D queste bolle realizzate in etilene tetrafluoroetilene (ETE) serviranno da connessione tra le due torri e da ponti di osservazione per i visitatori, ogni sfera con una sua atmosfera interna definita, una pressione costante e i sistemi di controllo dell’aria interconnessi con le alte unità.
Il progetto, che racchiude in sé un vasto gruppo di architetti, guidati dall’italiano Carlo Ratti, ingegneri, tecnici ed artisti è perfettamente in linea con quella ricerca di autosufficienza energetica che caratterizza la visione progettuale del nuovo millennio; The Cloud è stato, infatti, pensato per sfruttare l’energia cinetica dei passi dei visitatori, così come quella del sole e del vento tramite celle solari gonfiabili e turbine eoliche per alimentarsi ridistribuendo il surplus alla rete. Non sarebbero esclusi neppure sistemi di recupero dell’energia di frenata sugli ascensori e quelli di raccolta dell’acqua piovana da ridistribuire alle aree circostanti.
Inoltre ogni torre potrebbe impiegare il calore generato e la differente pressione dell’aria delle bolle per creare una corrente di ventilazione per raffrescare gli spazi in estate.
Nonostante l’esatta dimensione del progetto debba essere ancora determinata e sul progetto penda ancora l’approvazione da parte del Governo e i fondi necessari, i progettisti sperano che la struttura possa durare ben più dei quattro anni che distanziano l’Olimpiade londinese da quella brasiliana del 2016.