• Articolo , 13 settembre 2009
  • “Aboliamo i sacchetti di plastica da Firenze”

  • “Aboliamo i sacchetti di plastica da Firenze”. L’appello, diventato una mozione che è all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì 14 settembre, è del consigliere Stefano Di Puccio (Gruppo Misto). Nella mozione il consigliere Di Pucci chiede “la modifica delle abitudini ambientali con l’obiettivo di pervenire alla diminuzione dell’uso e consumo della plastica ed […]

“Aboliamo i sacchetti di plastica da Firenze”. L’appello, diventato una mozione che è all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì 14 settembre, è del consigliere Stefano Di Puccio (Gruppo Misto). Nella mozione il consigliere Di Pucci chiede “la modifica delle abitudini ambientali con l’obiettivo di pervenire alla diminuzione dell’uso e consumo della plastica ed in particolare alla eliminazione delle borse di plastica, vero e proprio simbolo del degrado ambientale”, “realizzare un progetto nelle scuole per istruire i ragazzi e portare a conoscenza le loro famiglie dei danni irreversibili provocati dall’utilizzo delle buste di plastica”, “dare vita alle procedure per bandire l’utilizzo da tutto il territorio Comunale delle buste di plastica a partire da subito”.(fd) QUESTO IL TESTO DELLA MOZIONE OGGETTO: Aboliamo i sacchetti di plastica da Firenze Il Consiglio Comunale di Firenze Considerato che il Marine Conservation Society (MCS), societa’ inglese no-profit dedicata alla conservazione dell’ecosistema marino ha proposto per il 12 settembre la prima giornata internazionale ‘contro’ le buste della spesa”. Considerato che nel nostro Paese si producono 300 mila tonnellate di buste di plastica all’anno, l’equivalente di 430 mila tonnellate di petrolio e di circa 200 mila tonnellate di CO2 emesse in atmosfera. In Italia due milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno tra i rifiuti e sono consumati non meno di 4 miliardi di sacchetti. Uno spreco di risorse non rinnovabili, per produrre un oggetto che ha un tempo di vita brevissimo, ma che determina un inquinamento ingente Considerato che nell’articolo 1 comma 1129, 1130 e 1131 della Finanziaria si stabilisce infatti che a partire dal 2007 verrà avviato un “programma sperimentale di riduzione della commercializzazione di sacchi da asporto che, secondo i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario, non risultino biodegradabili”. Considerato che l’Italia è in ritardo rispetto al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, la Finanziaria 2007 aveva già stabilito di abolire l’utilizzo delle shoopers dal 31 dicembre 2009; ma l’adeguamento alla normativa comunitaria dapprima sarebbe dovuto andare in vigore in Italia il 1 gennaio del 2010, ma con il cosiddetto “decreto milleproroghe” andra’ in vigore nel 2011. Considerato che il sacchetto di plastica è un controsenso. Lo si usa per pochi minuti, rimane nell’ambiente migliaia di anni. Un’area dell’oceano Pacifico è diventata una specie di minestrone di rifiuti di plastica: il gioco delle correnti raduna lì i frammenti provenienti da tutto il mondo. Senza contare che, come si è recentemente appurato, la plastica si decompone in mare rilasciando sostanze tossiche. E poi i pesci che sono vissuti in mezzo a quei veleni finiscono sulle nostre tavole. Considerato che la direttiva italiana arriva in ritardo rispetto al resto del mondo: in alcune metropoli, quella delle buste di plastica pare essere già una moda d’altri tempi. Parigi, con una scelta pionieristica rispetto al resto dell’Europa e della stessa Francia, ha vietato le buste di plastica già dall’inizio di quest’anno. A San Francisco ad esempio dove già da tempo era possibile scegliere la carta, la plastica è stata definitivamente bandita dal settembre 2007 dai maggiori supermercati e in seguito vietata anche nelle farmacie. Melbourne pratica già dallo scorso luglio una sovratassa sull’acquisto delle buste di plastica. Hong Kong, che svetta con un consumo di circa otto miliardi di sacchetti non biodegradabili all’anno, sta pianificando un programma di riduzione che porterà nel giro di un anno all’utilizzo di un miliardo di sacchetti inquinanti per poi passare al definitivo divieto. Molti gli altri paesi che hanno già vietato o stanno muovendosi in questa direzione: dal Bangladesh al Sudafrica, da Taiwan all’Irlanda; Considerato che numerosi comuni e province italiane hanno già aderito al divieto (Provincia di Milano, Comune di Torino, Comune di Bologna); IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE A dare l’adesione del nostro Comune all’iniziativa del 12 settembre 2009 di sensibilizzazione finalizzata alla modifica delle abitudini ambientali con l’obbiettivo di pervenire alla diminuzione dell’uso e consumo della plastica ed in particolare alla eliminazione delle borse di plastica, vero e proprio simbolo del degrado ambientale . A realizzare un progetto nelle scuole per istruire i ragazzi e portare a conoscenza le loro famiglie dei danni irreversibili provocati dall’utilizzo delle buste di plastica A non attendere l’obbligo di aderire alla normativa comunitaria e dare vita alle procedure per bandire l’utilizzo da tutto il territorio Comunale delle buste di plastica a partire da subito; A realizzare un progetto in collaborazione con i maggiori gruppi del grande consumo e i centri commerciali, peraltro già sensibili al problema, per la sostituzione delle buste di plastica con materiali alternativi; A realizzare una campagna d’informazione per il prossimo autunno per sensibilizzare la cittadinanza sul progetto adottato in anticipo sulle direttive della Finanziaria 2007.