• Articolo , 5 settembre 2008
  • “Alghe” piezoelettriche sul fiume Kiskiminetas

  • Nei prossimi cinque anni alcuni ricercatori statunitensi testeranno una griglia piezoelettrica sperimentale per ottenere energia elettrica dai fiumi

La tecnologia piezoelettrica potrebbe in un prossimo futuro rendere sorpassate le attuali grandi centrali idroelettriche. Perlomeno questa è ciò che cercherà di dimostrare la città di Vandergrift (Pennsylvania), dove alcuni ricercatori dell’Università di Pittsburgh stanno sperimentando la generazione elettricità attraverso dei polimeri ionici immersi in un fiume. Il rivoluzionario progetto prevede l’applicazione sul fondo del fiume locale, il Kiskiminetas, di una griglia costituita da sottili strisce in materiali piezoelettrici intelligenti in grado di generare elettricità a basso costo senza modificare l’ambiente (accusa che spesso viene rivolta ai grandi bacini idroelettrici). L’elemento in questione è il polivinildenfluoruro (PVDF), un polimero parzialmente fluorurato ad elevate prestazioni, che genera una differenza di potenziale quando sottoposto a sollecitazione meccanica. Il gruppo di ricercatori ha pensato di realizzare una sorta di “alghe artificiali” in PVDF che possano essere mosse in continuazione dall’acqua, raccogliendo l’elettricità generata in alcune batterie. La riuscita del progetto assicurerà al centro della città (circa 5.000 abitanti) dal 20-40% o più del suo fabbisogno di energia a partire da un impianto largo 30 metri e lungo circa 1,5 Km, mantenendo intatta l’accessibilità al fiume e senza alterare l’equilibrio tra l’apporto solido e l’attività erosiva nel corso d’acqua a valle. In realtà la tecnologia disponibile consentirebbe di migliorare i risultati, ad esempio utilizzando sostanze diverse dal PVDF, ma a discapito di un impatto maggiore sull’ambiente. “Esistono altri materiali che danno migliori prestazioni o superiori densità di energia”, ha affermato Lisa Mauck Weiland, professoressa di ingegneria meccanica presso l’Università di Pittsbugh e a capo del progetto. “Ma siamo disposti a sacrificare un pò di energia per mantenere l’ecosistema integro e migliore. Chi guardasse il fondo del fiume non vedrebbe nulla di strano se non alghe e piante acquatiche”.