• Articolo , 7 maggio 2007
  • “CIRCE” studia il Mediterraneo

  • Tramite competenze provenienti da diverse discipline, CIRCE studierà le previsioni climatiche nell’area mediterranea in relazione al più vasto cambiamento globale, per capire quale sarà l’evoluzione delle radiazioni atmosferiche, del ciclo dell’acqua, delle nuvole e degli eventi estremi. Verranno valutati inoltre gli impatti su agricoltura, ecosistemi, foreste, qualità dell’aria e salute umana

In concomitanza con la pubblicazione della terza parte del rapporto dell’IPCC, viene lanciato, presso la sede del CNR di Bologna, il progetto Europeo CIRCE (Climate Change and Impact Research: the Mediterranean Environment), il cui compito è quello di studiare il clima del Mediterraneo dal punto di vista scientifico ma anche economico e sociale. Dal Portogallo alla Siria, dalla Gran Bretagna ad Israele: quattro anni di lavoro per 62 centri di ricerca con l’obiettivo di valutare gli impatti del riscaldamento globale nell’area mediterranea e le migliori strategie di mitigazione ed adattamento. “Circe produrrà ricerca e conoscenza sul clima del Mediterraneo e sui suoi impatti” dichiara Antonio Navarra, rappresentante dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ente coordinatore del progetto. “I risultati, frutto della collaborazione tra matematici, fisici, climatologi, agronomi, economisti e informatici – prosegue lo scienziato italiano – saranno messi a disposizione sia della comunità scientifica che dei decisori politici. Con questo progetto, la ricerca diventa strumento per supportare, con i dati scientifici e la previsione di scenari futuri, le azioni di risposta, ovvero le strategie di mitigazione, ai mutamenti indotti dai cambiamenti climatici”. (fonte LaStampa.it)