• Articolo , 7 marzo 2009
  • “La centrale a biomasse contraddice le linee della Provincia”

  • “Apprezziamo la posizione assunta dal presidente Mazzoli e dalla maggioranza, rispetto al progetto di una centrale a Biomasse da realizzare nel territorio di Tuscania. Ribadiamo a questo proposito che si tratta di un’opera in netto contrasto con le linee espresse dalla Provincia in materia di energia, delle quali, nell’ambito del procedimento autorizzativo, non è stato […]

“Apprezziamo la posizione assunta dal presidente Mazzoli e dalla maggioranza, rispetto al progetto di una centrale a Biomasse da realizzare nel territorio di Tuscania.
Ribadiamo a questo proposito che si tratta di un’opera in netto contrasto con le linee espresse dalla Provincia in materia di energia, delle quali, nell’ambito del procedimento autorizzativo, non è stato tenuto conto, sostenendo, contro ogni interpretazione giuridica e logica, che tali atti non potevano essere retroattivi.
Allo stesso tempo riteniamo che i pareri positivi espressi da Regione e Sovrintendenza, rispetto alla distanza dai corsi d’acqua e ai vincoli dell’area, non appaiono convincenti in quanto, ad esempio, per quanto riguarda il primo caso, la distanza obbligatoria di 150 metri dal corso d’acqua è stata rispettata semplicemente spostando delle pertinenze, e non certamente mutando l’assetto dell’impianto”.

E’ quanto dichiara la segreterie provinciale della Rosa per l’Italia, rispetto alla vicenda della centrale a biomasse.
“Sia le linee guida in materia di produzione di energia elettrica in cogenerazione da biomasse, approvate dal consiglio provinciale nella seduta del 6 febbraio 2008, che l’atto di indirizzo in materia di energia, adottato dalla giunta provinciale 8 agosto 2007, sono chiaramente divergenti, rispetto al progetto in questione.
Nel primo caso, si stabilisce che, nel territorio di Tuscania è possibile autorizzare una potenza massima di 5,3 MW, ovvero la metà di quella ipotizzata.
Nel secondo, in virtù di una autorevole consulenza tecnico-scientifica, si sollevano forti dubbi e decise critiche nei confronti di impianti di 10 MW, sostenendo che questi non solo sono estranei alla prassi più diffusa e scientificamente raccomandata, ma provocano anche forti problemi di inquinamento, dovuti all’enorme traffico dei mezzi necessari al trasporto del materiale da bruciare.
Sostenere che tutto ciò è intervenuto successivamente all’avvio del procedimento, e quindi non è applicabile, ci pare, francamente, ridicolo, anche perché qualsiasi norma di salvaguardia, tanto più in maniera ambientale, viene applicata nel senso più restrittivo.
Se si vuole fare la centrale, dunque, questa rispetti le prescrizioni, e si attenga ai limiti imposti dalle linee guida della Provincia. Altro non siamo disposti a tollerare, e su questo aspetto siamo pronti ad andare fino alle estreme conseguenze, sia giuridicamente, che politicamente. Ci auguriamo che tali valutazioni siano tenute nella giusta considerazione, anche da chi sarà chiamato a decidere” conclude la nota.