• Articolo , 28 maggio 2009
  • “RAEE in carcere”, un progetto sostenibile per i detenuti

  • Firmato ieri a Forlì un accordo di cooperazione tra Provincia di Forlì-Cesena, Ministero del Lavoro e Ministero della Giustizia con la collaborazione del consorzio Ecolight, del Centro servizi RAEE, della cooperativa sociale Gulliver, di Hera, Techne Scpa, CCLG spa, Confederazione Nazionale Artigianato Forlì-Cesena e amministrazione penitenziaria della Casa circondariale di Forlì. Obiettivo, quello di creare un laboratorio per lo smontaggio dei rifiuti all’interno del carcere.

Ridare vita a giocattoli e apparecchiature informatiche, piccoli e grandi elettrodomestici. Frigoriferi, condizionatori, lavastoviglie. E ricostruire allo stesso tempo professionalità attraverso nuove competenze e nuove prospettive di lavoro per chi necessita di un reinserimento lavorativo. Nasce “RAEE in carcere”, un progetto della Provincia di Forlì-Cesena e del consorzio Ecolight che produce una doppia ricaduta, sociale e ambientale: recuperare apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE) grazie al lavoro di alcuni detenuti della casa circondariale di Forlì.
Tra i partner dell’iniziativa (lanciata dal Ministero della Giustizia e dal Ministero del Lavoro insieme alla Provincia), anche il Centro servizi RAEE, la cooperativa sociale Gulliver, Hera, Techne Scpa, CCLG spa, Confederazione Nazionale Artigianato Forlì-Cesena e naturalmente l’amministrazione penitenziaria della casa circondariale di Forlì.

Il progetto prevede la realizzazione di un laboratorio all’interno del quale, attraverso lo smontaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici, si arriverà alla separazione dei diversi materiali per il recupero di materie prime seconde. Due o tre persone saranno occupate per 25 ore settimanali ciascuna a smaltire circa 300 tonnellate di RAEE all’anno. Con prospettive di crescita dimensionale se il servizio funzionerà in maniera efficiente. Alla cooperativa Gulliver saranno affidate le commesse e la gestione del laboratorio, al consorzio Ecolight il conferimento e il ritiro dei Raee e il pagamento per la lavorazione dei rifiuti.
L’obiettivo dichiarato dei promotori del progetto è quello di formare persone con «competenze professionali e trasversali adeguate per raggiungere un’occupazione stabile nelle imprese profit del territorio», ha spiegato il direttore generale di Ecolight Giancarlo Dezio – Ecolight ha aderito prontamente all’iniziativa, confermando la finalità sociale della propria attività. Piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche, lampadari, utensili, giocattoli e grandi elettrodomestici ferrosi, ovvero rifiuti non pericolosi di provenienza prevalentemente domestica, troveranno una nuova vita grazie a questo progetto innovativo”.
RAEE è l’acronimo di “Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche”. La famiglia dei RAEE racchiude tutti i rifiuti derivanti dai piccoli e grandi elettrodomestici, dai computer, dai dispositivi elettrici ed elettronici, dai cellulari, dalle lampade fluorescenti ecc, una volta giunti al termine del loro ciclo di vita. Di cruciale importanza per l’ambiente la raccolta differenziata dei RAEE, vista la possibile presenza di clorofluorocarburi e idroclorofluorocarburi, piombo, cadmio e mercurio.

Il consorzio Ecolight, realtà che raccoglie oltre mille aziende, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione di tutte le tipologie di RAEE (terzo a livello nazionale per quantità di “immesso” e primo per numero di consorziati).