• Articolo , 22 settembre 2008
  • “Rifiuti e razionalità”: a Utopie Concrete il nuovo Piano Regionale umbro

  • In Italia è oggi più che mai necessaria una vera discussione sulla gestione sostenibile dei rifiuti: ne sono convinti gli organizzatori della Fiera delle Utopie Concrete, in programma a Città di Castello dal 9 al 12 ottobre, che nell’ambito dell’edizione del ventennale della manifestazione proporranno la conferenza “Rifiuti e Razionalità”, venerdì 10 ottobre alle 9.30 […]

In Italia è oggi più che mai necessaria una vera discussione sulla gestione sostenibile dei rifiuti: ne sono convinti gli organizzatori della Fiera delle Utopie Concrete, in programma a Città di Castello dal 9 al 12 ottobre, che nell’ambito dell’edizione del ventennale della manifestazione proporranno la conferenza “Rifiuti e Razionalità”, venerdì 10 ottobre alle 9.30 al circolo degli Illuminati del comune altotiberino. “Il problema in questo paese – sottolinea Karl-Ludwig Schibel, coordinatore della Fiera – è la mancanza di una seria e ampia riflessione sulla gestione dei rifiuti. Ci sono coloro che sanno che gli inceneritori sono ‘il male’ e quindi non c’è niente da discutere, e quelli che invece li vogliono costruire perché li ritengono una ‘soluzione magica’, senza sentire alcuna necessità di confronto. La gestione sostenibile dei rifiuti è in realtà una questione molto più ampia”. Un dibattito indispensabile ancor più in Umbria, dove si sta per aprire la fase di attuazione del nuovo Piano Regionale, che mira ad una riduzione drastica nei prossimi anni dei rifiuti da portare in discarica. Di questo alla “Fiera”, insieme all’assessore regionale all’Ambiente Lamberto Bottini, parleranno Maurizio Grandolini, Dirigente del Servizio qualità dell’Ambiente e Gestione dei rifiuti della Regione Umbria, che presenterà le linee strategiche del nuovo Piano Regionale, Graziano Antonielli, Presidente della Gesenu, che parlerà di raccolta differenziata, energia e qualità dell’ambiente, e Giuseppe Bernicchi, Presidente della Sogepu, che introdurrà le prospettive di una gestione sostenibile dei rifiuti in Alta Umbria.
Ma partendo dal caso locale, come da tradizione per la Fiera delle Utopie Concrete, la conferenza del 10 ottobre sarà anche l’occasione per una riflessione più ampia e ‘glocale’ sulla materia. Così interverranno anche il Prof. Michael Angrick, Direttore delle sezioni Produzione e Gestione Acqua e Rifiuti all’Agenzia Federale tedesca per l’Ambiente, che parlerà di raccolta differenziata, energia e qualità dell’ambiente in Germania, e Guido Viale, economista ambientale e saggista, che sottolineerà la necessità di mettere le giuste priorità nel quadro di un approccio integrato alla gestione dei rifiuti. Per alcuni forse troppo utopico nell’obiettivo di portare zero rifiuti in discarica, per altri troppo filo-incenerimento per considerare la termodistruzione parte integrante della gestione delle materie seconde, l’intervento di Angrick già nelle sue anticipazioni fa discutere. “L’obiettivo 2020, posto proprio dagli ultimi due governi tedeschi, è quello di non dover più portare niente in discarica: puntiamo possibilmente verso un completo riutilizzo dei rifiuti domestici, ma non pensiamo a un riutilizzo a ogni prezzo. Ci sono situazioni dove il riutilizzo non è sensato né ambientalmente né economicamente, il punto cruciale è che non devono più finire rifiuti non trattati in discarica, lì va seguita la legge alla lettera. Ma a che cosa serve il riutilizzo materiale ad ogni prezzo se in alcuni casi ho un’alternativa migliore e cioè il riutilizzo termico? Però l’obiettivo rimane sempre lo stesso: il riutilizzo possibilmente al 100%”. Venendo al caso italiano, Guido Viale ritiene che siano indispensabili alcuni interventi per poter affrontare la “questione rifiuti” razionalmente e nel miglior modo possibile, “a partire da una riforma radicale dei curricula scolastici e delle modalità di insegnamento e apprendimento che metta al centro i problemi ambientali”: premessa di questa riforma è “l’aggiornamento permanente del corpo insegnante con laboratori mirati e la verifica puntuale dei risultati conseguiti”. Deve essere poi estesa a tutti i comparti produttivi e a tutta la rete di distribuzione, prosegue l’economista italiano, “l’obbligo di associarsi a un consorzio di filiera per il ritiro e il recupero degli articoli messi in vendita. Così come devono essere sanzionati i comuni che non raggiungono gli obiettivi di legge della raccolta differenziata – 65 per cento al 2012 – e devono essere obbligati a promuovere il compostaggio domestico nelle abitazioni e quello decentrato presso aziende agricole, con distribuzione gratuita di compostiera, assistenza tecnica e controlli a campione periodici”.