• Articolo , 20 novembre 2008
  • “Sostenibilità” in passerella a Milano

  • L’1 e 2 dicembre a Milano per il Convegno Internazionale “Sostenibilità, ambiente, innovazione. Una sfida che parte da Milano” per definire un ‘modus operandi’ a favore della sostenibilità ambientale

Milano apre le porte alla sostenibilità e ospita per l’1 e il 2 dicembre 2008 il Convegno Internazionale “Sostenibilità, ambiente, innovazione. Una sfida che parte da Milano”. Tale iniziativa, parte di un più ampio progetto denominato ‘Milano Sostenibile’ avviato a luglio 2008, e promossa da Assolombarda, Fondazione Cariplo e Camera di Commercio di Milano, rappresenterà un’importante opportunità di confronto fra realtà produttiva, scientifica e sociale milanese con idee ed esperienze di respiro nazionale e internazionale. Nell’ambito del Convegno saranno presentati alcuni approfondimenti tematici realizzati da un gruppo di ricerca coordinato dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente, il cui obiettivo è quello di individuare indicatori significativi per il monitoraggio della situazione ambientale e concrete proposte di miglioramento. Ma il convegno non sarà solo questo, diventerà infatti la matrice di un ‘Documento d’intenti’, una sorta di Agenda 21, che verrà sottoscritto da parte dei proponenti, degli enti pubblici territoriali e dei principali rappresentanti della società civile, al fine di migliorare la vivibilità e di conseguenza l’attrattività della regione urbana milanese. L’obiettivo principale del progetto, quindi, è quello di promuovere azioni mirate a uno sviluppo sostenibile del territorio, ricercando al contempo nuove occasioni di crescita e di occupazione, attraverso un percorso fatto di visione e di azione che valorizzi il contributo specifico di ciascun attore istituzionale, economico e sociale. Temi quali aria, acqua, rifiuti, suolo, risorse naturali ed energia, infatti, piuttosto che essere vissuti prevalentemente come obblighi o vincoli da rispettare, possono rappresentare grandi opportunità di sviluppo per il territorio, qualsiasi esso sia, e per i suoi attori. È chiaro quindi, come ciò che la conferenza milanese si propone di fare non riguardi strettamente il territorio dell’interland, ma definisca un modo di operare che, riportato in realtà diverse e riadattato al contesto, ambientale, sociale, economico, possa determinare lo stesso beneficio ambientale prima di tutto e quindi sociale ed economico.