• Articolo , 23 maggio 2008
  • “Sprigioniamo il sole” nei Penitenziari italiani

  • Il solare termico sugli istituti penitenziali è un programma ambizioso che coniuga, in modo intelligente, formazione professionale, componenti sociali e rispetto ambientale. Mentre si è da tempo conclusa la realizzazione del primo impianto a Rebibbia, il programma si è ampliato ad altri quindici istituti italiani

Nell’ambito del programma “Solare nei Penitenziari”, avviato lo scorso mese di aprile 2008, è stato completato l’impianto di Terni e il 7 maggio scorso è stato inaugurato il corso di formazione presso la C.C. Laureana di Borrello. Queste le ultime notizie sul programma.
Ma cos’è il programma “Solare nei Penitenziari” ? Ripercorriamone velocemente le tappe.
Il 7 novembre 2001 è il giorno che ha visto la formalizzazione della collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero della Giustizia – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (di seguito DAP) che, avviata nel 2001, ha portato già nel 2002 alla realizzazione del primo impianto solare termico nell’Istituto di Rebibbia. La concretizzazione delle sinergie tra i due ministeri è avvenuta tramite la stipula di un Protocollo d’Intesa finalizzato all’attuazione del Programma di Solarizzazione degli Istituti Penitenziari Italiani.
Il Programma è incentrato sulla realizzazione di 5.000 m2 di solare termico destinati alla produzione di calore a bassa temperatura per l’acqua calda sanitaria, da installarsi sugli edifici degli istituti detentivi, anche ad opera dei detenuti stessi che, sempre nell’ambito delle attività del Protocollo, vengono istruiti appositamente tramite corsi di formazione per “Installatore e Manutentore di Impianti Solari”. In questi termini il Programma ha una triplice valenza, si persegue infatti il miglioramento della qualità dell’ambiente, il risparmio energetico, e la formazione in termini professionali dei detenuti finalizzata al loro reinserimento nella realtà sociale.

*Il progetto pilota di Rebibbia*

Presso la Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso ha visto la luce nel luglio 2002 il primo progetto pilota di solarizzazione degli istituti di detenzione, realizzato nell’ambito di una convenzione appositamente stipulata nel dicembre 2000 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con un soggetto di conclamata esperienza nel settore, il C.I.R.P.S. – Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile – diretto dal prof. Vincenzo Naso. A quest’ultimo Ente è stato affidato l’incarico di realizzare il programma Rebibbia.
Il progetto prevedeva la realizzazione di 600 m2 di solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, da installare su due reparti dell’istituto: il G11 e il G12, ad opera di detenuti appositamente selezionati che sono stati istruiti mediante il primo corso di formazione per “Installatore e Manutentore di Impianti Solari”, riconosciuto dalla Regione Lazio.
L’attività didattica è consistita in un corso di 600 ore di cui 180 dedicate a lezioni teoriche sull’energia solare ed in particolare sui sistemi solari per la produzione di acqua calda, 120 al laboratorio tecnico professionale e stage di autocostruzione, e 300 al tirocinio pratico di installazione dei collettori commerciali per la realizzazione degli impianti solari sui tetti degli stellari; il corso ha portato alla formazione di 12 detenuti che hanno conseguito il diploma.
Contestualmente, per la realizzazione dell’impianto, è stata indetta una gara di appalto per l’assegnazione della fornitura dei pannelli solari ad una ditta esterna. Il personale tecnico della ditta ha affiancato durante la messa in opera i detenuti partecipanti al corso, seguiti costantemente anche dai docenti del corso stesso.
Il primo progetto pilota ha quindi portato alla qualificazione professionale dei detenuti partecipanti al corso di formazione, e all’installazione dell’impianto solare termico realizzato a servizio del reparto G11 della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso, destinato alla fornitura di acqua calda per gli usi sanitari di 400 detenuti. Il campo solare è formato da 96 collettori, per un totale di 266 m2 lordi.
Non è stato possibile realizzare l’impianto sul reparto G12 a causa di interventi di manutenzione straordinaria di cui necessitava la struttura.

*Vantaggi ambientali ed economici del progetto pilota di Rebibbia*

Dall’attività di monitoraggio svolta dai detenuti e da personale incaricato del C.I.R.P.S., è stato calcolato un risparmio di energia termica pari a circa 775.000 MJ/anno dal 2003 al 2006 e le emissioni evitate di anidride carbonica sono risultate essere circa 63-72 tonnellate all’anno.
Nel caso del reparto G11, trattandosi di integrazione del sistema solare con una caldaia a metano, il tempo di ritorno economico è di 5 anni, qualora fosse stato possibile realizzare anche l’impianto sulla copertura del G12, trattandosi dell’integrazione del sistema solare mediante scaldabagni elettrici, il tempo di ritorno economico sarebbe sceso a 3 anni.
Si riporta nel grafico 1, quale elemento esemplificativo della distribuzione temporale della fornitura energetica dell’impianto, quella relativa al 2004; per lo stesso anno si è calcolata una produzione di energia termica pari a circa 141,2 MWh a fronte della quale è stata stimata una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 41,53 tonnellate nell’anno.

*Il nuovo Programma di Solarizzazione degli Istituti Penitenziari Italiani*

A distanza di tre anni dalla sottoscrizione del Protocollo d’Intesa Ministero Ambiente – DAP, ci si è trovati all’interno di un nuovo contesto politico nel quale l’avvenuta ratifica del Protocollo di Kyoto da parte della Russia nel settembre 2004, ha aperto una nuova fase dell’attuazione delle politiche di contenimento delle emissioni di gas serra in Europa e nel mondo. Si è quindi assistito ad un rinnovato impegno nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni (burden sharing), testimoniato anche dall’emanazione di direttive europee nei diversi settori, chiaro segnale della consapevolezza dei governi della necessità di una politica ambientale congiunta e determinata.
Il Governo italiano si è allineato con una politica di uso razionale dell’energia, che necessita di un complesso di azioni organiche dirette alla promozione del risparmio energetico, dell’uso appropriato delle fonti di energia, e dell’uso delle fonti rinnovabili. In questa ottica la Direzione Generale Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente si è adoperata nel reperire i fondi per riprendere le attività del Programma di Solarizzazione degli Istituti Penitenziari Italiani al quale è stata data una rinnovata veste, e il cui avvio è stato sancito con il decreto direttoriale del 17 dicembre 2004.
Per una migliore attuazione delle attività del Protocollo e al fine di seguire con attenzione lo svolgimento del programma, è stato istituito un gruppo di coordinamento Ministero Ambiente – DAP – C.I.R.P.S., con lo specifico compito anche di individuare gli istituti penitenziari nei quali realizzare gli interventi di solarizzazione.
Nell’ambito del rinnovato programma, oltre alle finalità previste nel 2001, si è lavorato per produrre e fornire gli strumenti utili a formare e a rendere quanto più possibile autonome le Direzioni e gli Uffici Tecnici dei Penitenziari rispetto all’iter progettuale, all’istallazione e alla gestione di nuovi impianti solari. Si è intrapresa quindi un’azione di trasferimento del “know-how” tramite l’elaborazione di documenti guida, quali ad esempio le “Linee guida per la realizzazione di impianti solari termici a regola d’arte rivolte agli Istituti Penitenziari”, e le “Linee guida alla formazione dei detenuti”; documenti frutto delle già acquisita esperienza del progetto pilota di Rebibbia, nonché della nuova esperienza effettuata dal 2006 ad oggi nell’ambito dell’attività di solarizzazione della Casa di Reclusione di Rebibbia, scelta tra i vari penitenziari da solarizzare nell’ambito del programma.
Nel dicembre 2006 ha avuto inizio il secondo corso di formazione destinato ai detenuti e finalizzato all’ottenimento della qualifica di “Operatore nell’Installazione e Manutenzione di Impianti Solari Termici”. Il corso ha previsto la 350 lezioni teoriche e 250 ore di stage da effettuarsi contestualmente all’installazione dell’impianto solare termico; anche in questo caso, i detenuti che parteciperanno ai lavori di installazione saranno coordinati dalla ditta aggiudicataria con il tutoraggio dei docenti e dei ricercatori del C.I.R.P.S..
Inoltre, è stata indetta ed aggiudicata la gara d’appalto per la realizzazione dell’impianto. Questo sarà installato sul locale infermeria dell’Istituto, e sarà costituito da un campo solare di 72 collettori per una superficie lorda di 200 m2, si stima una produzione di 116.000 kWh termici all’anno a fronte della quale si otterrà una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 30 tonnellate all’anno.
Nel corso del 2005 e 2007 a seguito delle attività svolte dal gruppo di coordinamento che ha lavorato per selezionare gli istituti detentivi da inserire nel programma, si è prima giunti alla stesura di una lista di venticinque istituti, ed infine a quella definitiva di quindici penitenziari.
Gli istituti sono stati selezionati adottando alcuni dei criteri descritti di seguito. Si è in primo luogo tenuto conto delle dimensioni dei penitenziari preferendo i più grandi, al fine di potere avere una più vasta scelta di strutture da solarizzare e, ospitando un maggior numero di detenuti, di avere più possibilità di trovare soggetti interessati a seguire i corsi di formazione per installare gli impianti. E’ stata data priorità a strutture adatte per l’installazione di collettori solari, in particolare quelle dotate di coperture piane, e poiché una delle finalità del programma è quella di sperimentare l’autocostruzione dei collettori solari da parte dei detenuti stessi, i penitenziari scelti sono quelli con una presenza di officine/laboratori, o spazi adattabili. Si è cercato nei limiti del possibile anche di dare priorità ai penitenziari che non hanno ancora subito un processo di metanizzazione; e infine sono stati selezionati gli istituti secondo una buona distribuzione sul territorio nazionale al fine di poter confrontare situazioni culturali e geografiche diverse.
Un decreto direttoriale del Ministero dell’Ambiente Direzione Generale Salvaguardia Ambientale in via di emanazione, sancisce la lista definitiva degli istituti che nel corso dei prossimi anni saranno solarizzati.

*Regione Puglia*
C.C Lecce N.C.
C.C. Taranto
*Regione Calabria*
C.C. Laureana di Borrello
*Regione Campania*
C.C. Secondigliano
C.C. Benevento
*Regione Sicilia*
C.C. Caltagirone
*Regione Umbria*
C.C. Perugia
C.C. Terni
C.R. Spoleto
*Regione Lazio*
C.R. Rebibbia
N.C. Rebibbia
C.C. Velletri
C.C. Viterbo
*Regione Toscana*
C.C. “Mario Gozzini” di Firenze
*Regione Piemonte*
C.C. Torino

L’auspicio è che il programma possa estendersi anche agli altri istituti penitenziari italiani. In questo senso, la Direzione Salvaguardia Ambientale con il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria hanno già avviato una verifica a livello nazionale.

_Carmelo Spitaleri_
_Responsabile Energie Rinnovabili_
_Direzione Salvaguardia Ambientale_
_Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare_
_con la collaborazione della d.ssa Tiziana Giudici_