• Articolo , 4 ottobre 2008
  • 1° workshop sulle esperienze italiane sull’uso intelligente degli elettrodomestici

  • Immaginiamo di avere una lavatrice che inizia il ciclo di lavaggio solo nel momento in cui ha energia rinnovabile a disposizione, o un frigorifero che interrompe autonomamente le trasmissioni di corrente garantendoci che la qualità del cibo rimane la stessa. O ancora, una lavastoviglie che ci consiglia di posticipare la sua attività in un altro […]

Immaginiamo di avere una lavatrice che inizia il ciclo di lavaggio solo nel momento in cui ha energia rinnovabile a disposizione, o un frigorifero che interrompe autonomamente le trasmissioni di corrente garantendoci che la qualità del cibo rimane la stessa. O ancora, una lavastoviglie che ci consiglia di posticipare la sua attività in un altro momento, migliore per ragioni economiche ed ecologiche. E se queste “modalità operative intelligenti” fossero anche possibili premendo semplicemente un tasto o consultando un display? Fantascienza? No. Avanguardia, nuove tecnologie, risparmio energetico.
Di questo e di altre esperienze si parlerà il 6 ottobre a Foligno durante il Primo workshop sulle esperienze italiane nell’uso intelligente degli elettrodomestici.
“Smart Domestic Appliances in Sustainable Energy Sistems. Smart-A” è un progetto finanziato dall’Agenzia europea IEEA e coordinato da Öko-Institut di Friburgo, uno dei più prestigiosi istituti europei di ricerca sullo sviluppo sostenibile. Legambiente Umbria partecipa a questo progetto collaborando ad alcune azioni locali di indagine e informazione. Durante la giornata del 6 ottobre, oltre alla presentazione del progetto, verranno analizzate le tecnologie e il mercato italiano rispetto alla diffusione dei sistemi intelligenti per il risparmio energetico.
“Gli elettrodomestici intelligenti e più in là le reti elettriche intelligenti, che sono il tema di Smart-A – spiega Maurizio Zara, responsabile Energia di Legambiente Umbria – rappresentano il più probabile futuro del sistema, in quanto consentono una maggiore efficienza e, come dice il nome stesso, un uso più intelligente dell’energia elettrica. E’ lo scenario più probabile perché in linea sia con le aspettative del Protocollo di Kyoto che con il, 30-20-20 della Comunità Europea, ossia l’obbligo a una riduzione del 30% delle emissioni di CO2, un risparmio del 20% di energia aumentando l’efficienza, e il 20% di fonti rinnovabili per la copertura del fabbisogno energetico”.
Utilizzare le apparecchiature che abbiamo in casa in modo più “intelligente”, significa quindi permettere ai nostri elettrodomestici di lavorare in modo più sostenibile. Questo potrebbe portare ad un cambiamento nell’uso e nel funzionamento delle apparecchiature che, nonostante le buone pratiche e i risultati che il mercato italiano ha già raggiunto, hanno ancora difficoltà di applicazione nel nostro Paese.