• Articolo , 21 dicembre 2007
  • 2007: le rinnovabili nelle voci di dieci personaggi in prima linea

  • Una decina di flash, tratti dalle nostre interviste, che sintetizzano i temi e le problematiche dell’ambiente e della sostenibilità dell’anno appena trascorso, nelle dichiarazioni di uomini chiave per la politica e la gestione ambientale

Risposte, dichiarazioni, riflessioni, polemiche, scaturite da un anno di interviste realizzate da Rinnovabili.it, dal nostro direttore, dalla redazione e dai nostri collaboratori. Voci della politica, della ricerca, dell’amministrazione pubblica, di giornalisti, che documentano con dei flash un anno che è stato importante per la presa di coscienza dell’opinione pubblica e per l’attività normativa che in questo settore si è decisamente avviata, sia nell’amministrazione pubblica centrale che in quelle locali, dove si trovano esempi di estrema sensibilità al problema del climate change e alle soluzioni tecnologiche per ridurre i gas serra. Dalle voci dei personaggi intervistati viene fuori una consapevolezza e talvolta anche una certa determinazione nell’affrontare il problema dell’inquinamento e della mobilità sostenibile.
Essendo passati diversi mesi, è nostro dovere d’informazione rilevare che non tutto è stato mantenuto, non tutto è andato in porto, vuoi per gli avvicendamenti amministrativi, vuoi per contrasti politici, vuoi per la mancanza di fondi.
Comunque, in questo anno, si sono fatti dei passi avanti e le testimonianze che vi proponiamo crediamo lo provino e costituiscano la conferma della grande attenzione, sia del management privato e pubblico che della politica, sulle questioni della sostenibilità. _(maurizio testa)_

*Fulvio Conti* – _Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’ENEL_

h4{color:#D3612B;}. Lo stato dei recenti investimenti sulle energie da fonti rinnovabili nel nostro paese in relazione al budget totale per l’energia

”In questo momento è molto elevata la percentuale di investimenti in rinnovabili. Nel nostro progetto vi abbiamo dedicato 4 miliardi di euro, su un totale di 15. Un investimento ben più alto di quello che è il totale degli quelli dedicati alla generazione di energia. Infatti, investiamo anche nelle reti e nel miglioramento della qualità del servizio, al fine di ridurre i tempi di interruzione e dare una maggiore fruibilità del prodotto energia elettrica a tutti i cittadini”.

*Giuseppe De Rita* – _Presidente del CENSIS_

h4{color:#D3612B;}. Rapporto su Energia e Sostenibilità in Italia

“I dati e le analisi sono ben noti agli addetti ai lavori. Da una parte, la vulnerabilità strutturale del nostro sistema energetico nazionale. Il tasso di dipendenza da fonti primarie è ormai all’85% del fabbisogno complessivo, rispetto ad un valore medio per l’Unione europea del 50%. La dipendenza dall’estero non ha solo pesanti risvolti negativi per l’Italia sul versante dei costi di approvvigionamento, visti i continui record battuti dal prezzo degli idrocarburi, ma anche sul piano strategico, viste le carenze sul fronte delle reti infrastrutturali: abbiamo solo quattro tubi che ci collegano a pochi Paesi fornitori di gas, rendendoci estremamente esposti ai rischi di rifornimento. Dall’altra parte ci sono alcune specificità tutte italiane del nostro energy mix rispetto agli altri Paesi europei: poco carbone, assenza della fonte elettronucleare, fonti rinnovabili che crescono con lentezza e in un quadro frammentato”.

*Filiberto Zaratti* – _Assessore all’Ambiente del LAZIO_

h4{color:#D3612B;}. Il rapporto dell’IPCC e l’attuale scenario globale del nostro Pianeta

“Il Rapporto dell’Ipcc, e ancora prima quello Stern, hanno aperto una breccia sul fronte dell’opinione pubblica e su vasti settori del mondo dell’economia e delle imprese, per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Ora si tratta di gestire questa domanda che viene dai settori più disparati della società e in questo quadro il ruolo della politica diventa importante. Dopo anni nei quali la Politica a livello mondiale sembrava aver lasciato il passo all’Economia, ai processi distorti di globalizzazione e alle dinamiche meramente finanziarie, ora deve ritrovare il suo ruolo. L’evidenza dei cambiamenti climatici mette in luce il fallimento di una politica mondiale che deve essere corretta, in direzione di una maggiore sostenibilità socio-ambientale, e in questo senso la politica deve diventare protagonista, guidando il cambiamento verso la sostenibilità”.

*Paolo Buzzetti* – _Presidente dell’ANCE_

h4{color:#D3612B;}. Il 40% del Co2 proviene dagli edifici

“Non c‘è dubbio che oggi una delle voci più “pesanti” in tema di emissioni nell’ambiente venga dai consumi di energia degli edifici, e in particolare dalla climatizzazione, sia estiva che invernale. Come costruttori siamo consapevoli che il problema esiste e che, per il nostro ruolo, siamo chiamati a dare un contributo importante per ridurre le emissioni nell’atmosfera, cominciando proprio dal miglioramento delle prestazioni energetiche dei manufatti che realizziamo. Si tratta di un obiettivo non solo economico e di mercato, ma soprattutto sociale e civile, che implica un impegno forte e doveroso. Un impegno che si traduce, in concreto, nell’attrezzare adeguatamente le nostre imprese e nell’avvalerci di tutti i nuovi strumenti e tecnologie che possano consentire un concreto risparmio di energia, tra cui il fotovoltaico e l’energia solare”.

*Mario Tozzi* – _Giornalista televisivo e divulgatore scientifico_

h4{color:#D3612B;}. Nuove vie per eliminare la Co2: il “Carbon Capture and Storage”?

”Si tratta semplicemente del “sequestro del carbonio”. Una tecnica che riflette una scelta culturale che definirei perdente, nel senso che parte dall’arrendersi a produrre energia senza emettere anidride carbonica. Partendo da questo punto, certo che catturare il carbonio è in qualche modo una soluzione, ma vuol dire, lo ripeto, arrendersi alle cause che generano la Co2, ma in definitiva anche ai suoi effetti. Infatti va innanzitutto catturata: questo signifca utilizzare una serie di procedimenti chimici con cui si separa il carbonio, lo si rende trasportabile (ad esempio fluidificadolo) e quindi si provvede a rinchiuderlo in adeguati depositi. E’ ovvio che sarà il Ministero dell’Ambiente a stabilire le procedure, i paramentri e le normative, di questa procedura. Detto questo, la scelta di “dove” dipende dall’ubicazione dei giacimenti di idrocarburi esauriti che sono giudicati, per le loro caratteristiche, adatti a questa funzione. Quali scegliere, spetterà poi alle varie compagnie che hanno estratto idrocarburi da quegli invasi, di cui sono le proprietarie o i gestori”.

*Grazia Francescato* – _(Verdi) Parlamentare, membro della Commissione Ambiente alla Camera_

h4{color:#D3612B;}. Climate change, un’emergenza mai registrata nella storia del pianeta?

“Certo, ma quel che è importante è che questa emergenza è stata sancita in maniera solenne ed ufficiale dagli ultimi rapporti dell’IPCC e che finalmente l’appello è stato raccolto dalla politica mondiale: ora, almeno a parole, tutti i leader sono ambientalisti, da Al Gore (lui lo è per davvero, l’ho incontrato quando era studente in un campus negli USA e già allora militava nel movimento ecologista) a Tony Blair, da Angela Merkel a Shinzo Abe. E anche nei paesi non ancora inclusi nel protocollo di Kyoto, come i cosiddetti emergenti (Cina in testa, che sta sorpassando gli Usa in emissioni di gas serra) sta crescendo velocemente la consapevolezza che occorre cambiare rotta.
Attenzione, però: è una fase molto delicata perchè passare dalle parole ai fatti richiede una vera e propria rivoluzione industriale (e culturale) molto complessa. Rivoluzione che dovrebbe essere attuata con estrema rapidità per poter mitigare il cambiamento climatico, che corre a ritmi esponenziali, e per poter varare strategie di adattamento. Il ritardo di decenni che abbiamo accumulato non potrà essere colmato con disinvoltura. Il fattore “T”, il fattore Tempo, diventa dunque “chiave”. Ed è proprio quello che ci preoccupa: riusciremo in un tempo così breve – dieci, vent’anni – a varare un nuovo modello di sviluppo davvero sostenibile”.

*Franco Stradella* – _(Forza Italia) Parlamentare, membro della Commissione Ambiente della Camera_

h4{color:#D3612B;}. L’emergenza clima a livello mondiale

“Non sono un tifoso dei cambiamenti climatici. Credo che su questo tema si faccia un eccessivo uso del catastrofismo ideologico a scapito della necessità di trovare risposte. I processi climatici, come tutte le manifestazioni naturali, devono essere governati, per quanto possibile, in funzione della presenza dell’uomo sul pianeta. E anche se non sono più da qualche mese responsabile dell’ambiente per il mio partito, collaboro, come referente al dipartimento dei beni culturali e paesaggistici con l’amico On. Tortoli che mi ha sostituito. La risposta alla domanda è ricerca delle soluzioni possibili in rigoroso rapporto con il mondo scientifico”.

*Stefano Boco* – _Sottosegretario alle Politiche Agricole con delega alle bioenergie_

h4{color:#D3612B;}. La dipendenze energetica dell’Italia dall’estero e le risposte del Ministero

”Effettivamente oggi i biocarburanti trasformati in Italia sono prodotti quasi totalmente da materiale di importazione. Io ritengo, a questo proposito, che anche se i bilanci economici sono vantaggiosi, bisogna fare importanti riflessioni su ciò che riguarda il bilancio energetico di questa modalità. Quindi, in futuro, quando parleremo di cifre, dovremo introdurre un fattore di premio che incentivi l’utilizzazione di prodotti nazionali nei confronti di quelli internazionali, ai quali comunque, spero in proporzioni molto minori, dovremo ricorrere. Ciò dovrebbe favorire lo sviluppo di una filiera di produzione di biocarburanti completamente italiana. Pensi che una tonnellata di olio di palma prodotta in una zona centrale del Brasile viene trasportata su un camion fino ad un porto sudamericano, caricata su una nave per attraversare Oceano e Mediterraneo, scaricata in un porto italiano, e infine trasportata nel luogo di trasformazione prima di arrivare ad essere finalmente utilizzata come prodotto finito. Parlando di una tecnologia che rientra nell’ambito delle fonti rinnovabili, ritengo questo approccio assolutamente negativo dal punto di vista del bilancio energetico finale”.

*Dario Esposito* – _Assessore alle Politiche Ambientali ed Agricole del Comune di Roma_

h4{color:#D3612B;}. Il mutamento della città negli ultimi anni in merito alla sensibilità sulle tematiche ambientali

”Ci sono due aspetti che vorrei scindere. Da una parte come è cambiata la sensibilità all’interno dell’Amministrazione. Dall’altra come questo mutamento sia avvenuto nella città e tra i cittadini grazie ad alcune iniziative importanti che in questi anni siamo riusciti a realizzare. Penso, ad esempio, all’approvazione dell’ultimo Piano Regolatore che è stato il punto di sintesi di tante iniziative condivise dalla nostra Amministrazione. Come si sa, il Piano Regolatore è lo strumento che disegna il modello di città che si vuole costruire o conservare per le prossime generazioni. È in questo senso la conferma che il 40% del territorio romano è costituito da aree naturali protette, mi sembra un dato rassicurante. Altro elemento importante: è cambiata molto la sensibilità, sempre rispetto agli anni precedenti, per l’innovazione tecnologica, specialmente nell’ambito del terziario avanzato.
Riguardo al progetto Roma per Kyoto, abbiamo svolto degli studi che ci portano a prevedere, nell’attuazione integrale del Piano Regolatore con la Delibera 48, quella, per intenderci, che prevede l’incremento del contenimento delle emissioni, potenziando l’efficienza energetica degli edifici e l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Attuando queste prescrizioni abbiamo in proiezione un sostanziale raggiungimento degli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto. Otteniamo buoni risultati sulla flessione delle emissioni sul fronte dei rifiuti (raccolta differenziata) e della mobilità (realizzazione delle nuove linee della metropolitana). Abbiamo invece un incremento notevole sul fronte del terziario (e dei consumi che ciò comporta). Su questo dovremmo essere più vigili. Proprio nell’ultima giunta ho rappresentato il problema che la realizzazione a Roma di grandi centri commerciali (edifici per loro natura molto energivori), impone un obbligo più consistente sull’adozione di tecnologie per il contenimento dei consumi e l’uso di fonti rinnovabili. Vede, come al solito nel nostro Paese le norme sono avanzate, ma la loro applicazione viaggia su altri binari”.

*Filippo Bubbico* – _Senatore, sottosegretario Ministero Sviluppo Economico_

h4{color:#D3612B;}. Il boom delle rinnovabili: la funzione dello Stato e dei suoi ministeri

“Non credo che sia il risultato di un lavoro specifico del Ministero per lo Sviluppo Economico. Credo invece che la sensibilità da parte dei cittadini sia cresciuta notevolmente, e con essa quella dei “mondi professionali” che ruotano intorno a queste problematiche. Quindici anni fa questi problemi appartenevano solo ad una esigua elite professionale particolarmente specializzata. Se da una parte, infatti, rilevo nel mondo professionale un deficit di “cultura tecnologica” sui temi energetici, dall’altra vedo emergere una consapevolezza nell’opinione pubblica mai riscontrata prima. Quest’ultima genera una forte domanda da parte di un potenziale mercato. Ovviamente tutto questo, che potrebbe indurci a considerare come già presenti nel nostro Paese le migliori condizioni di contesto per lo sviluppo delle politiche energetiche sostenibili, merita invece grande attenzione. Per questo direi che esistono ancora solo le precondizioni per costruire una politica energetica più matura e consapevole rispetto a prima. Il nostro Ministero, che non ha esercitato nel passato un grande ruolo su queste tematiche, oggi dà un contributo nel separare le politiche energetiche dalle logiche e dalle mode del momento, trattando l’energia come una componente indispensabile della politica industriale per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese”.