• Articolo , 11 gennaio 2011
  • 2010, ottima annata per gli investimenti verdi

  • Bilancio di fine anno dal Bloomberg New Energy Finance che fa il punto della situazione su quanti e quali sono stati gli investimenti attirati dal settore delle energie low-carbon

(Rinnovabili.it) – Crescono a livelli record gli investimenti mondiali nelle energie low-carbon. L’analisi effettuata da Bloomberg New Energy Finance rivela che il 2010 si è chiuso con una punta di *243 miliardi dollari,* sostenuti soprattutto dal forte incremento percentuale registrato in Cina (30%), dalla crescente diffusione degli impianti solari su piccola scala e dai capitali attirati dall’eolico off-shore in Europa.
La spesa 2010 – il doppio della cifra registrata nel 2006 e quasi cinque volte quella del 2004 – eclissa decisamente *i 186,5 miliardi dollari spesi nel 2009.*
Nel dettaglio gli investimenti su piccoli progetti di generazione distribuita sono aumentati del 91% l’anno scorso raggiungendo i 59,6 miliardi, dominati soprattutto dai solar roof di Germania, Stati Uniti, Repubblica Ceca e Italia. Gli investimenti verdi in Cina sono aumentati del 30% superando di gran lunga la spesa di qualsiasi altro Paese. Anche la finanza da imprese e governo al settore di ricerca e sviluppo è cresciuto a un livello record nel 2010, secondo i dati Bloomberg New Energy Finance, superando i 35 miliardi di dollari. Tuttavia la quota “si scontra ancora con lo scetticismo verso il settore dell’energia pulita diffuso tra gli investitori del mercato pubblico,” ha dichiarato Michael Liebreich, ceo di New Energy Finance. “Sosteniamo ormai da tempo che il mondo ha bisogno di raggiungere una cifra di 500 miliardi di dollari all’anno di investimenti in energie pulite se vogliamo raggiungere il picco di emissioni di carbonio entro il 2020. Quello che stiamo vedendo in queste cifre è il raggiungimento, per la prima volta, di metà del percorso”. “Le cifre – ha continuato Liebreich – contengono un avvertimento importante. Più che questione di tempo, la crescita è stata una risposta abbastanza diretta all’intervento del governo, sia sotto forma di crediti a buon mercato in Cina e di contratti per l’acquisto di energia nel settore dell’eolico offshore europeo, che di favorevoli regimi tariffari per il solare o spinte normative per le reti intelligenti. L’industria ha bisogno di continuare a ridurre i suoi costi e ridurre la sua dipendenza da questo tipo di sostegni”.