• Articolo , 16 marzo 2009
  • 5° World Water Forum: allarme mondiale per l’acqua

  • Uno sviluppo sostenibile non può prescindere da una disponibilità di acqua per tutti gli abitanti del pianeta Terra. Ma già oggi non è così e per il futuro la situazione sembra che sia destinata a peggiorare

Che questo quotidiano si occupi di energie rinnovabili è un fatto ormai assodato. Ma che non lo faccia con i “paraocchi” dovrebbe essere altrettanto chiaro ai nostri lettori. Senza paraocchi significa interessarsi non solo allo specifico scientifico, tecnologico, politico e sociale della produzione dell’energia con fonti rinnovabili, ma ovviamente essere attenti, monitorare e riferivi quello che, ad esempio, il mancato uso di tali energie pulite significa, in termini di inquinamento, riscaldamento globale e cambiamenti climatici. Vuol dire essere attenti alle scelte delle politiche sul pacchetto clima-energia del nostro governo, dell’Unione Europea, ma anche dei grandi paesi inquinatori, gli Usa, la Cina, l’India o l’Australia. Vuol dire essere attenti anche alle quotazioni del petrolio che a 140 dollari al barile può incentivare il ricorso alle rinnovabili, ma a 36 dollari magari rende l’oro nero ancora competitivo.
Quindi la nostra è un’attenzione da monte a valle e a 360° nei confronti del mondo delle energie da fonti rinnovabili.
Abbiamo fatto questo cappello perché, uno dei grandi problemi che si prospetta per l’umanità nel futuro consisterà nella scarsità dell’acqua.
E’ un argomento che non ha un collegamento immediato con la produzione di energia rinnovabile, ma le è legata da un processo facilmente intuibile. Infatti, il riscaldamento globale e il cambiamento delle condizioni climatiche influiscono sulla disponibilità dell’acqua. Si tratta, come è ormai noto, di due fenomeni provocati dall’immissione dei gas serra nell’atmosfera, a causa dell’uso ancora massiccio dei combustibili fossili (soprattutto carbone e petrolio) nella produzione di energia, nell’industria, nella mobilità di qualsiasi tipo e negli usi domestici.
E’ evidente che, come tutte le risorse finite di cui disponiamo sulla Terra, anche l’acqua, essendo stata sprecata per anni, colpita dall’inquinamento e dal cambiamento climatico, si rivela una risorsa oggi con una disponibilità ben al di sotto delle necessità correnti dell’umanità.
Da qui l’allarme acqua, ovviamente non di oggi, ma di sempre più stringente attualità. Ecco perché, sia pure tenendo dritta la barra sui problemi energetici, non potremo non occuparci stabilmente anche del problema dell’acqua. E cogliamo al volo l’evento che anche mediaticamente ha maggiore rilevanza: l’inaugurazione nella mattinata a Istanbul del quinto “World Water Forum”. Si tratta di una sei giorni, fino prossimo 22 marzo, puntato sul problema delle risorse idriche nel mondo, meeting che ogni tre anni viene organizzato dal World Water Council.
“Colmare i divari di acqua” questo sarà il leit-motiv che ministri, capi di Stato, autorità locali e parlamentari di tutto il mondo discuteranno in questa quinta edizione.
Saranno illustrate le varie soluzioni adottate in diverse parti del mondo, verranno passati in rassegna differenti problemi idrici e centinaia di espositori potranno proporre le loro attività e le loro tecnologie.
Qualche numero: presenti circa 3 mila organizzazioni, quasi 20 mila esperti, una ventina di capi di Stato e circa 180 ministri dell’ambiente da altrettanti Paesi del mondo (per l’Italia ci sarà la Prestigiacomo).
I drammatici dati diffusi recentemente dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, racconta infatti, di quel miliardo di persone al mondo che non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi di persone non possiedono servizi sanitari, solo il 16% gode dell’acqua in casa, mentre l’84% deve andarla a cercare. E spesso la trova presso fonti dove o è scarsa o di qualità scadente.
A questo punto l’obiettivo del Forum è ovviamente quello di imporre nell’agenda mondiale l’acqua come una priorità assoluta.
La prima edizione del Forum si è svolta a Marrakech, in Marocco, nel 1997. Successivamente ci sono state l’edizione dell’Aja, in Olanda, nel 2000, quella di Kyoto, in Giappone, nel 2003 e quella di Città del Messico nel 2006 che ha riunito più di 20 mila partecipanti.