• Articolo , 11 febbraio 2011
  • A 18 Comuni i “Certificati Blu” che premiano la qualità ambientale dei corsi d’acqua

  • Mercoledì 16 febbraio alle 11 nella Sala Marmi di Palazzo Cisterna (sede della Provincia di Torino, in via Maria Vittoria 12) il Presidente della Provincia Antonio Saitta e l’Assessore all’Agricoltura, Montagna, Tutela della fauna e della Flora Marco Balagna consegneranno ai Sindaci di 18 Comuni i “Certificati Blu” che la Provincia di Torino ha assegnato […]

Mercoledì 16 febbraio alle 11 nella Sala Marmi di Palazzo Cisterna (sede della Provincia di Torino, in via Maria Vittoria 12) il Presidente della Provincia Antonio Saitta e l’Assessore all’Agricoltura, Montagna, Tutela della fauna e della Flora Marco Balagna consegneranno ai Sindaci di 18 Comuni i “Certificati Blu” che la Provincia di Torino ha assegnato a seguito di un bando pubblicato nel 2010. Per ottenere i “Certificati Blu” ed il relativo contributo economico “una tantum” di 10.000 Euro, i Comuni destinatari dei Certificati si sono impegnati a non richiedere (direttamente o in compartecipazione con altri soggetti) autorizzazioni per derivazioni idriche. Fanno eccezione le captazioni per alimentare gli acquedotti.

“I Certificati Blu sono premi alla qualità ambientale previsti dal programma di governo della Giunta Saitta per il mandato 2009-2014 – spiegano il Presidente Saitta e l’Assessore Balagna – Con questa iniziativa la Provincia intende essere vicina concretamente ai Comuni che maggiormente hanno saputo salvaguardare i corsi d’acqua del loro territorio. La legislazione che sostiene con incentivi le fonti di energia rinnovabili ha fatto sì che negli ultimi anni venissero presentate al nostro Ente numerose richieste di autorizzazione alla derivazione delle acque di fiumi e torrenti per la realizzazione di centraline idroelettriche, anche per potenze assai ridotte. Si tratta di centraline che non sono strategiche per la pianificazione energetica provinciale. L’impatto ambientale che hanno non è compensato dal vantaggio in termini di riduzione delle emissioni di CO2”. “Le piccole centraline realizzate o progettate negli ultimi anni sono collocate in prevalenza in montagna, su corsi d’acqua che hanno una portata modesta, in Comuni scarsamente popolati e sempre alle prese con problemi di bilancio. – precisa inoltre l’Assessore Balagna – Tra le priorità della Provincia vi è la tutela dell’ambiente naturale e delle forme di vita che caratterizzano i torrenti ed i fiumi. Per questo abbiamo scelto di venire incontro ai piccoli Comuni, per i quali la possibilità di partecipare agli utili derivanti dalle centraline idroelettriche è significativa in termini di bilancio. Noi offriamo una alternativa a un utilizzo intensivo del loro territorio”.

*I COMUNI CHE RICEVERANNO IL CONTRIBUTO*

FENESTRELLE, MASSELLO, VICO CANAVESE, SETTIMO VITTONE, VARISELLA, SAUZE D’OULX, TRAVES, CANTALUPA, TRAUSELLA, CHIANOCCO, PRASCORSANO, VAIE, SAN PIETRO VAL LEMINA, VALGIOIE, RORA’, BORGONE SUSA, VISTRORIO, BORGIALLO

*COME E’ STATA STABILITA LA GRADUATORIA*

Il “Certificato Blu” viene dunque riconosciuto ai Comuni per la tutela delle loro risorse idriche superficiali, in base al calcolo dello sviluppo dei corsi d’acqua del territorio che hanno conservato la loro portata idrologica naturale. Potevano partecipare al bando per l’assegnazione del premio tutti i Comuni della Provincia di Torino che fanno parte di una Comunità Montana e hanno un numero di residenti pari o inferiore a 2500 (fanno fede i dati del censimento Istat 2001). I Comuni partecipanti hanno dovuto dichiarare la loro disponibilità a sottoscrivere un Protocollo di intesa con la Provincia, nel quale, in caso di ottenimento del premio, si impegnano per due anni a non richiedere (direttamente o insieme ad altri soggetti) autorizzazioni per derivazioni idriche. Le risorse messe a disposizione dal bando ammontano a 180.000 Euro: i Comuni che potranno usufruire del contributo saranno quindi 18. La graduatoria ha preso in considerazione i tratti dei corsi d’acqua presenti sul territorio dei singoli Comuni non interessati da prelievi idrici con opere di presa localizzate nel territorio comunale. Il reticolo idrografico preso come riferimento per ogni singolo Comune consiste nel complesso dei corsi d’acqua che abbiano almeno 1 km di lunghezza dalla sorgente alla confluenza e abbiano un bacino minimo complessivo di due chilometri quadrati. Il calcolo del reticolo di ogni Comune partecipante alla gara è avvenuto sommando la lunghezza dei diversi corsi d’acqua del territorio comunale. I criteri del calcolo sono comunque fissati nel dettaglio dal bando.