• Articolo , 9 dicembre 2009
  • A Cesena nuova energia dal compostaggio

  • É iniziata a Cesena l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta dall’impianto di compostaggio di Romagna Compost. Si tratta del primo impianto in Italia a operare grazie alla tecnologia del “funzionamento a secco”. La società è una controllata dal Gruppo Hera ed è costituita da altre società private del territorio cesenate: Amadori, Cac, Consorzio Agrario, Formula […]

É iniziata a Cesena l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta dall’impianto di compostaggio di Romagna Compost. Si tratta del primo impianto in Italia a operare grazie alla tecnologia del “funzionamento a secco”. La società è una controllata dal Gruppo Hera ed è costituita da altre società private del territorio cesenate: Amadori, Cac, Consorzio Agrario, Formula Servizi, Orogel e Sfir).

Nei circa quaranta giorni della fase di avviamento, l’impianto, attraverso il trattamento dei rifiuti organici raccolti in modo differenziato, ha funzionato secondo le previsioni: 100 mc di gas per una produzione di 200 kilowatt/ora di energia elettrica, per ogni tonnellata di rifiuto trattato, attraverso il procedimento di digestione anaerobica. Superata dunque la fase di collaudo e il collegamento da parte di Enel, è ora entrato in funzione a tutti gli effetti. La nuova opera è stata realizzata ampliando l’impianto già esistente vicino alla discarica della Busca a San Carlo.

L’introduzione della nuova “fermentazione a secco”, brevettata da una ditta tedesca che ha realizzato in parte l’intervento, consente non solo di produrre compost per agricoltura biologica, ma soprattutto di ricavare metano dalla frazione organica dei rifiuti e quindi di produrre energia rinnovabile. La “dry-fermentation” permette di trattare biomasse con un contenuto di sostanza secca fino al 50%. I rendimenti attesi dall’impianto dovrebbero consentire di produrre quasi il 10% dell’energia elettrica consumata dalle utenze civili di Cesena.

Iniziati nel febbraio 2008 e conclusi alla fine di agosto 2009, i lavori di ampliamento hanno comportato un investimento di circa 7,5 milioni di euro. Nel progetto anche diversi interventi strutturali: dalla realizzazione di un impianto per abbattere gli odori alle opere civili, dal depuratore delle acque reflue ai lavori per l’abbattimento dell’impatto ambientale. Un iter di lavoro che ha superato anche la fase di Valutazione di impatto ambientale (Via).

Il progetto ha previsto anche iniziative di educazione ambientale. All’interno dell’impianto verrà realizzato infatti un percorso didattico, attraverso il quale le scuole potranno comprendere l’importanza della raccolta differenziata del rifiuto organico e l’utilizzo finale dei suoi prodotti, il compost e l’energia.