• Articolo , 10 marzo 2010
  • A ciascuno le proprie emissioni!

  • I paesi in via di sviluppo producono e inquinano mentre le maggiori economie importano merci con vantaggi economici e ambientali. Lo studio americano ha rivelato il ‘lato oscuro’ dell’economia mondiale

(Rinnovabili.it) – Uno studio statunitense ha rilevato che i paesi ricchi, tra cui alcuni stati europei, stanno ‘importando’ circa un terzo delle loro emissioni nocive.
Utilizzando un database che contiene i dati globali relativi all’anno 2004 in fatto di commercio e di servizi, gli studiosi hanno calcolato, ad esempio, che circa il 22,5% delle emissioni della Cina sono generate per la produzione di merci destinate al mercato occidentale .“Ci aspettavamo di trovare che il flusso di merci provenisse dai paesi in via di sviluppo verso le maggiori economie” ha dichiarato Steve Davis, uno dei ricercatori, durante un’intervista alla rivista PNAS. “Ma quello che spiccava era come la maggior parte del flusso fosse rappresentato dal commercio bilaterale tra Stati Uniti e Cina” che al momento è uno dei maggiori inquinatori a livello mondiale. Le emissioni della Repubblica Popolare infatti rappresentano per il 22,5% il risultato di processi produttivi di un commercio quasi interamente destinato all’esportazione e per il 7,8% per la produzione di merci destinate esclusivamente agli Stati Uniti.
Per quanto riguarda gli stati europei invece è stato calcolato che le emissioni relative all’importazione di Austria, Francia, Svezia, Svizzera e Regno Unito rappresentano circa un terzo delle emissioni totali.
Secondo la Convezione sul Clima delle Nazioni Unite le emissioni di gas serra sono assegnate ai paesi produttori, decisione che ultimamente sta facendo discutere il panorama internazionale. Non sembra corretto infatti parlare e punire i paesi inquinatori quando la merce che viene prodotta va a vantaggio quasi esclusivo di un mercato lontano, che acquista il prodotto senza che i costi ambientali ricadano sul proprio territorio.