• Articolo , 20 gennaio 2008
  • A Lusurasco di Alseno un progetto per il biogas

  • La conferma di Conserve Italia: «Tratterà i sottoprodotti del nostro processo industriale»

A Lusurasco di Alseno, ma anche nel territorio attiguo, in comune di Castellarquato fra la gente serpeggia la preoccupazione per certe voci su una zona da adibire ad impianto per il trattamento di rifiuti industriali, sita in comune di Castellarquato, ma attigua all’abitato di Lusurasco.
«Attualmente in Provincia non è stato presentato alcun progetto in merito, ufficialmente ed ufficiosamente non c’è nulla- spiega l’assessore provinciale Gianluigi Ziliani – si è però sentito una notizia vaga, che l’ex Lusuco, la ditta Conserve Italia intende realizzare un impianto a digestione anaerobica (un contenitore in cui sono immesse sostanze organiche, pannocchie di mais ecc. che fermentando con l’ausilio di metano batteri producono biogas, ossia un gas costituito da metano ed anidride carbonica). Quindi la ditta utilizzerebbe i suoi sottoprodotti della sua produzione di biogas».
Ziliani ha detto di aver ricevuto anche una lettera dai consiglieri di minoranza a questo proposito e ha poi asserito: «Questi biogas normalmente sono bruciati in motori termici adattati per produrre energia elettrica e calore. Quindi si parlerebbe di un impianto assolutamente non dannoso per la popolazione, cui noi in genere siamo favorevoli per ragioni legate al bilancio energetico nella produzione». I sotto prodotti che normalmente andrebbero smaltiti come rifiuti, se utilizzati all’interno della ditta non diventano nemmeno rifiuti, anzi in questo modo possono servire a produrre energia. A questo proposito abbiamo sentito anche il titolare della Conserve Italia, il Luigi Molina che ci ha riferito che l’azienda ha acquistato un’area proprio con l’intenzione di realizzare un impianto per la produzione di biogas. «Avremo un incontro in Provincia nella mattinata di lunedì – ha detto – poiché nella nostra produzione di cereali c’è una notevole quantità, (tonnellate) di biomasse, (materiale proteico ottenuto per azione di batteri da diverse sostanze), si è pensato di utilizzarla per creare energia pulita da utilizzare per il nostro stabilimento. E’ un po’ guardare al futuro – ha continuato Molina – un impianto di questo tipo crea un notevole risparmio all’azienda, che non ha più tonnellate di rifiuti da smaltire, oltre alla produzione in proprio di energia che a parte i mesi estivi quando la produzione è al massimo, nei mesi invernali può anche essere sufficiente all’azienda». Nell’impianto si utilizzeranno solo rifiuti dello stabilimento o se ne giungeranno anche da altre ditte.
Molina conferma che saranno utilizzati solo e soltanto sottoprodotti della sua ditta. Il timore della gente è però l’eventuale emissione di fumi o qualcosa di nocivo alla salute.
Molina precisa però che l’impianto non è invasivo né per l’udito né per la vista, si tratta di un gruppo elettrogeno molto compatto e silenzioso chiuso in una specie di cubo, ma soprattutto non è nocivo per la salute pubblica perché trattandosi di un impianto a digestione anaerobica, non c’è nessun contatto con l’esterno.