• Articolo , 19 novembre 2008
  • A Porto Torres una super centrale fotovoltaica

  • La zona industriale di Porto Torres si accinge a ospitare uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia, forse il più grande. Proprio nei giorni scorso la Regione ha dato l’ok alla relativa autorizzazione e ora si attende solo il rilascio delle concessioni edilizie da parte del comune di Porto Torres per dare il via alla […]

La zona industriale di Porto Torres si accinge a ospitare uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia, forse il più grande. Proprio nei giorni scorso la Regione ha dato l’ok alla relativa autorizzazione e ora si attende solo il rilascio delle concessioni edilizie da parte del comune di Porto Torres per dare il via alla relizzazione di un impianto dalla capacità di tre megawatt e mezzo, per un investimento complessivo di 16 milioni di euro. Se non ci saranno intoppi, la centrale fotovoltaica comincerà la produzione di energia elettrica fra poco più di un anno e mezzo.
L’impianto verrà realizzato ai limiti della zona di espansione dell’s Asi, di fronte alla cava di Monte Rosè, e di estenderà su un’area di sei ettari. La società che ha avviato il progetto, la Mediterranean Power Renew (Mpr) è formata da soci e capitali che sono all’80 per cento sardi, mentre gli altri investitori sono d’o ltremare e internazionali. Un progetto che la Mpr ha dovuto rivisitare poichè l’impianto sorge proprio in prossimità della zona di espansione dell’Asi, e di fatto ha dovuto dimezzare le dimensioni della centrale. La prima ipotesi progettuale prevedeva infatti una potenza di sette megawatt. Una centrale destinata a fornire energia elettrica proprio al Consorzio Asi a tariffe agevolate e questo grazie alla normativa sulle produzioni energetiche da fonti rinnovabili.
L’impianto verrà realizzato con pannelli fotovoltaici fissi e questo per due ragioni: una legata strettamente ai costi di esercizio poichè a differenza dei pannelli mobili non c’è necessità di grandi opere di manutenzione, la seconda legata all’innovazione tecnologica che consente una migliore resa dei pannelli. Gli elementi al silicio, lavorati in Cina, sono realizzati in Germania su licenza della “Solis Power”, una società di ricerca californiana costituita da due ingegeneri italiani che detiene una piccola quota della Mpr.
L’impianto, inoltre, è stato studiato per avere il minor impatto paesaggistico possibile. Questo sarà possibile grazie anche alla conformazione dell’area destinata all’impianto fotovoltaico, una depressione di un paio di metri che dovrebbe rendere quasi invisibili i pannelli, alti solo un metro e sessanta centimentri, dalle due strade che sfilano intorno alla futura centrale. Il progetto, inoltre, prevede un ulteriore intervento di piantumazione di essenze mediterranee nei pressi di un nuraghe che sorge di fronte alla cava di Monte Rosè. Negli intendimenti dei progettisti c’è infatti la volontà di “nascondere” quasi completamente la centrale fotovoltaica.
L’unico problema che dovrà risolvere la Mpr riguarda l’allaccio alla rete di distribuzione di Enel-Terna che per il momento è previsto grazie a una cabina distante cinque chilometri dall’i mpianto fotovoltaico. Se non si individueranno alternative, la Mpr è disposta a costruire il mini elettrodotto lungo cinque chilometri, anche se il dialogo con i responsabili della rete di distribuzione non si è mai interrotto.