• Articolo , 2 marzo 2009
  • A Roma il 1° Forum Nazionale Ambiente e Legalità

  • Una giornata di confronto sulla normativa ambientale in Italia dedicato a ambientalisti, politici, industriali e magistrati

I reati ambientali non hanno ancora un capitolo dedicato all’interno del Codice Penale, nonostante a livello Europeo sia stata approvata la “direttiva”:http://www.rinnovabili.it/ue-adottata-la-direttiva-sui-reati-ambientali-701155 che obbliga gli Stati membri a prevedere nella loro legislazione nazionale sanzioni penali per gravi violazioni del diritto comunitario in materia di protezione dell’ambiente. Si tratta di un tasto su cui ormai da anni batte Legambiente, tanto da aver fondato nel 1994 l’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente per svolgere attività di ricerca, analisi e denuncia sul fenomeno della criminalità ambientale. La convinzione è che i delitti contro l’ambiente in particolare quelli compiuti dalla criminalità organizzata a danno del territorio, delle risorse naturali e della salute dei cittadini debbano al più presto ottenere il rango penale. “Siamo convinti – afferma l’associazione – che solo sanzioni penali più efficaci, unite a una maggiore credibilità delle istituzioni, possano portare a vincere la sfida contro il traffico e lo smaltimento illegale dei rifiuti nocivi, contro la piaga dell’abusivismo edilizio, ma anche contro il bracconaggio, il racket degli animali e quello delle opere d’arte, o ancora contro gli incendiari che ogni estate mandano in fumo centinaia di migliaia di ettari di boschi”. Di concerto con www.lexambiente.it, la rivista giuridica online, l’associazione organizza a Roma, il prossimo venerdì, il “1° Forum nazionale Ambiente e Legalità – Dalla semplificazione delle norme all’introduzione dei delitti ambientali nel Codice Penale”, per fare il punto della situazione italiana, ampliando la panoramica anche sulla nuova direttiva UE e sul fenomeno dell’ecomafia con magistrati, forze dell’ordine, mondo delle imprese, università e istituzioni.