• Articolo , 15 settembre 2008
  • A San Giuliano edificio hi-tech a prova di sisma

  • Sali la scalinata e ti trovi davanti i due edifici hi-tech della nuova scuola “F. Jovine” di S. Giuliano di Puglia. Sullo sfondo una cascata, ricavata nel costone sbancato dalle ruspe. Sulla pietra lavica nera ci sono 27 zampilli piccoli ed uno centrale più grande: ricordano i bambini e la maestra schiacciati nel fabbricato collassato […]

Sali la scalinata e ti trovi davanti i due edifici hi-tech della nuova scuola “F. Jovine” di S. Giuliano di Puglia. Sullo sfondo una cascata, ricavata nel costone sbancato dalle ruspe. Sulla pietra lavica nera ci sono 27 zampilli piccoli ed uno centrale più grande: ricordano i bambini e la maestra schiacciati nel fabbricato collassato il 31 ottobre di sei anni fa, a seguito del sisma del nono grado Mercalli. Alla sinistra dell’ampio porticato c’è un’altra fontana, sormontata da tanti angioletti bianchi che sorridono. “Sono gli angeli di S. Giuliano, i nostri angeli” dice una signora mentre guarda i bimbi che ricevono un palloncino colorato all’ingresso. La struttura è all’avanguardia, ma la campanella di bronzo è quella di sempre: ha suonato alle 8,30, per dare inizio al nuovo anno scolastico. L’aria è più distesa degli altri anni, le mamme non piangono più davanti ai loro bambini, o almeno si sforzano di non farlo. “Finalmente siamo in grado di farvi tornare in una vera scuola – ha detto nel suo saluto il sindaco del paese, Luigi Barbieri -. È una struttura, bella e funzionale”. La ‘scuola più sicura d’Italià è costata dieci milioni di euro: due blocchi di cui uno a disposizione dell’università del Molise per corsi di specializzazione e l’altro che ospita cinque classi della primaria, due della secondaria e due sezioni dell’infanzia. Nella nuova “Jovine” alunni e operatori scolastici hanno trovato il meglio in termini di comfort e di dotazioni. Le novità partono dalle fondamenta dell’edificio. Speciali ‘molle” studiate dall’Enea, simili a quelle già usate in Giappone fanno ‘galleggiarè la struttura sopra le basi in cemento. È stata studiata per resistere a veri e propri cataclismi, molto più intensi di quello di Messina o dell’Irpinia. Le simulazioni al computer hanno dimostrato che, nel 2002, questa struttura non avrebbe subito nemmeno una piccola crepa, grazie agli “ammortizzatori”. Nella vecchia Jovine si dovette ricorrere alla sopraelezione per avere qualche aula in più, mentre adesso di locali a disposizione ce ne sono oltre quelli occorrenti. C’è la palestra, l’aula di informatica, le sale per gli insegnanti e i bidelli, un’ampia scalinata e ovunque, sulle pareti ma anche sul soffitto, tanti colori pastello e luci indirette di ultima generazione. L’energia è fornita dal tetto fotovoltaico in grado di generare 20 Kw, l’acqua calda è assicurata da una diecina di pannelli, mentre le terrazze esterne che ospitano le aiuole sono irrigate con l’acqua piovana immagazzinata nelle cisterne interrate. Un vero e proprio gioiello di tecnologia eco-compatibile la nuova Jovine che, però, al di là delle novità costruttive resta una scuola di paese come tante, su cui pende la scure dei tagli e delle razionalizzazioni. “Ma di questo, oggi, non vogliamo parlare – osserva la nuova direttrice Matilde Tartaglia – perchè questa scuola ha una sua specificità, di cui bisogna tener conto. Iniziamo l’anno scolastico con l’impegno di formare i ragazzi nella serenità. Lo diremo anche al Presidente Berlusconi e al ministro Gelmini”. Giovedì 18 settembre, infatti è prevista la visita a S. Giuliano del Presidente del Consiglio e del ministro all’Istruzione, dopo il consiglio dei ministri che si terrà a Napoli.