• Articolo , 13 luglio 2009
  • A2A, Tarantini «apre» al nucleare

  • L’energia idroelettrica, che qui nell’alta Valtellina si manifesta nella forma spettacolare delle immense dighe e dei laghi a più livelli, proprio qui comincia a lasciare intravedere un’altra energia: il nucleare. «È una partita che non rappresenta il presente – spiega Graziano Tarantini -, ma nella quale A2A dovrà stare. Una partita che se potremo, non […]

L’energia idroelettrica, che qui nell’alta Valtellina si manifesta nella forma spettacolare delle immense dighe e dei laghi a più livelli, proprio qui comincia a lasciare intravedere un’altra energia: il nucleare. «È una partita che non rappresenta il presente – spiega Graziano Tarantini -, ma nella quale A2A dovrà stare. Una partita che se potremo, non trascureremo. Certo, attraverso le adeguate sinergie, non da soli insomma».
AI DUEMILA metri del lago delle Scale, uno dei principali serbatoi energetici che permettono a Milano di essere la frenetica e laboriosa metropoli del terzo millennio che è, A2A (la nuova A2A) la multiutility globale nata dalla fusione di Aem e Asm, non si tira indietro di fronte alla sfida dell’atomo. Quell’atomo che il governo italiano ha appena sdoganato dando il proprio benestare alla realizzazione di nuove centrali, dopo anni di moratoria.
Come puntualizza il neopresidente del Consiglio di sorveglianza, però, si tratta per ora solo di una dichiarazione di disponibilità, forse è troppo parlare anche di una dichiarazione di intenti. «Non abbiamo un dossier nucleare negli uffici della Spa», chiarisce.
Ma quel che è evidente è che A2A non si chiama fuori anticipatamente da un percorso che le farebbe voltare pagina e inaugurerebbe una nuova frontiera. E che questa possibile svolta echeggi qui, tra le montagne valtellinesi in una giornata dedicata alla storia e alla memoria di chi ha lavorato fino a perdere la vita per creare le enormi dighe sull’Adda che hanno alimentato la Lombardia, fa una certa impressione. Dà il senso dell’incalzare del tempo e delle necessità sociali e economiche che mutano rapidissimamente.
Quella di ieri non è stata la prima uscita ufficiale dei vertici di A2A perchè, come ha detto Tarantini, l’ufficialità si ha nei consigli di amministrazione e nei momenti istituzionali. E questi ci sono già stati. Quella di ieri nell’alta Valtellina è stata invece l’occasione per sancire, dopo la fusione giuridica e le battaglie assembleari che ne sono seguite, l’incontro di due vicende e storie industriali importanti: quelle di Asm e di Aem. Storie «non diverse», ha ricordato Giorgio Zuccoli, che ha messo l’accento invece sulle similitudini del ruolo svolto dalle aziende nei propri territori e contesti municipali. «Di diversità si è parlato ultimamente e a sproposito», ha detto. E una cosa ha aggiunto con vigore, indicando la centrale di Premadio a valle e a monte le due dighe di San Giacomo e Cancano, come tenesse a sottolinearlo prima di tutto: «Questi grandi manufatti sono la forza vera di A2A. Smettiamola di dire che è una realtà che fa finanza, è prima di ogni altra cosa una azienda industriale».
IL NUMERO UNO del Cdg sul possibile futuro nucleare non s’è sbilanciato anche se, lui pure, non ha chiuso la porta. «Se ci interessa il nucleare? – ha sorriso – A me sicuramente, alla società si vedrà». Nell’incontro valtellinese, che è una tradizione di ogni anno per dipendenti e dirigenti di Aem, Tarantini e Zuccoli hanno mostrato di essere in piena sintonia, rafforzando la sensazione che la collaborazione possa dipanarsi senza intoppi. E che sulla loro personale intesa possa camminare anche il sistema duale che nei mesi passati da più parti è stato accusato di incrinare l’efficienza decisionale della Spa, oltre a penalizzare la componente bresciana.
È dunque più lontana l’eventualità di correzioni al sistema di governance? Zuccoli ne è convinto poichè a suo parere molta parte dei problemi incontrati hanno un nome. Quello dell’ex numero uno di Asm, Renzo Capra, sfiduciato dal sindaco Paroli al pari di altri quattro consiglieri di nomina bresciana. «S’è enfatizzata la governance duale, il problema raramente è delle formule ma degli uomini che ne fanno parte. E Capra è stato un disastro».
COME DETTO la giornata che ha portato per la prima volta i consiglieri bresciani di A2A a partecipare a questo rito tutto milanese e valtellinese della commemorazione degli operai caduti nella costruzione delle dighe, ha anche guardato al futuro. Alle questioni più importanti nell’agenda della Spa. Come la riqualificazione della centrale a turbogas di Lamarmora e la più volte ventilata fusione con Edison che farebbe fare un altro salto di qualità dimensionale ad A2A in una chiave sempre più globale. Entrame questioni che sono state al centro dell’ultimo consiglio comunale in Loggia e sul quale sindaco e consiglieri nel dibattito si sono espressi.
LA RIQUALIFICAZIONE della centrale – secondo Tarantini – verrà fatta, «Ma si tratterà – ha osservato – di un impianto a potenziale non alto e che garantirà un basso impatto ambientale». Rassicurazioni in questo senso rispetto all’evocazione di una «Offlaga in città» con gli effetti di inquinamento del caso. Sulla seconda questione, quella delle strategie di aggregazione, Tarantini smorza: «Circa l’accordo con Edison ne riparleremo a settembre» commenta.
Zuccoli, sollecitato su questo argomento, ragiona sibillino ma non sembra escludere nulla: «È una partita a scacchi – spiega – contro un campione affermato. Noi siamo un outsider pronto a giocarla questa partita. Si tratta – conclude – di una grande tema di riflessione».