• Articolo , 17 giugno 2011
  • ABI: parte l’Osservatorio Rinnovabili

  • Priorità alle energie verdi ma in un quadro di regole certe. Questa la raccomandazione lanciata dell’Associazione Bancaria Italiana

(Rinnovabili.it) – Istituti di credito ed energie rinnovabili. Un legame a doppio filo che ha contribuito in questi anni a far crescere il settore green del Bel Paese tramite specifiche strutture e desk dedicati al finanziamento delle energie rinnovabili. La stretta relazione è stata il cuore del primo Forum ABI “Green Energy: rinnovare il credito alle energie rinnovabili”, che si è svolto oggi a Roma. Occasione per fare il punto della situazione, il forum ha messo in luce quanto è stato fatto e quanto si dovrà fare sulla filiera industriale e sull’attività di finanziamento degli investimenti. A partire dalle stime del Piano di Azione Nazionale (PAN) del Ministero dello Sviluppo Economico che prevedono nel corso dei prossimi dieci anni un investimento complessivo per circa 52 miliardi di euro sul fronte delle rinnovabili, di cui 40 miliardi solo nei comparti dell’eolico e del fotovoltaico. “In questo scenario – ha sottolineato Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’ABI – la certezza delle regole per gli operatori chiamati a supportare questo comparto è un aspetto fondamentale”. L’impegno prossimo può contare su un passato dalle solide basi: negli ultimi anni le banche italiane hanno assunto impegni di finanziamento pari a 13 miliardi di euro tra il comparto eolico e fotovoltaico, relativamente a operazioni di project financing e leasing. Per assurgere un punto di riferimento per lo sviluppo, l’approfondimento e l’aggiornamento sul tema delle rinnovabili in banca l’ABI ha avviato l’Osservatorio Rinnovabili.
Da migliorare in questo contesto, il rapporto con istituzioni e imprese e il quadro regolamentare. “Il susseguirsi di modifiche normative e di interventi correttivi negli ultimi anni – si legge nella nota stampa – non ha contribuito a definire chiaramente il quadro operativo. Con il rischio di incidere negativamente su presupposti e condizioni base che hanno determinato l’equilibrio economico – finanziario dei progetti già finanziati o deliberati dalle banche, e in particolare sulle previsioni di flussi di cassa elaborate a suo tempo sulla scia dei meccanismi di incentivazioni vigenti”.