• Articolo , 20 febbraio 2009
  • Acam: a La Spezia verso una società pubblica delle reti idriche

  • Nel 2009 previsti investimenti per 100 milioni di euro (42 nelle rinnovabili)

Nello spezzino si va verso la creazione di una società pubblica delle reti idriche sotto le gestione di Acam. E’ uno degli obiettivi contenuti nel Piano industriale 2009-2012 della multiutility ligure approvato ieri dall’assemblea dei soci azionisti con tutti i voti favorevoli e una sola astensione (i Comuni membri dell’assemblea sono 31 e presenti 27).
L’assemblea, quindi, ha espresso parere favorevole e dato mandato al management per approfondire tutti gli aspetti tecnico-operativi per arrivare in tempi rapidi, si parla di sei mesi, alla costituzione della società. Essa sarà completamente controllata dai Comuni di soci di Acam a cui ne sarà affidata la gestione.
Massimo Federici, sindaco della Spezia e presidente assemblea soci di Acam
Il Piano approvato prevede inoltre il perseguimento di strategie di aggregazione o partnership con soggetti industriali nel settore delle multiutility (Acam può vantare una posizione strategica invidiabile a cavallo tra Liguria, Toscana ed Emilia): un’occasione sì di rilancio ma che guarda comunque alla salvaguardia dei centri direzionali operativi dell’azienda e dell’occupazione. L’indirizzo è quello di garantire che il processo di accompagnamento ai prepensionamenti previsto dal Piano avvenga attraverso l’utilizzo di tutte le modalità possibili e senza licenziamenti. “Dall’assemblea – ha commentato il presidente dei soci Acam e sindaco di La Spezia, Massimo Federici – è scaturito un segnale di forte coesione da parte di tutti i sindaci nell’interesse di Acam e dei suoi lavoratori”. I soci hanno ribadito anche la volontà di procedere al riaccorpamento delle società, alla nomina degli amministratori unici nelle controllate, e al perseguire l’obiettivo di un forte risparmio di gestione.
Dal punto di vista operativo, entro il 2012 il Piano prevede il progetto relativo al teleriscaldamento che interesserà i Comuni soci e la chiusura del ciclo dei rifiuti: sono in corso trattative per far sì che il cdr di Acam possa venire conferito nella centrale termoelettrica di Enel.
Infine, dal punto di vista finanziario il Piano, relativamente al solo 2009, ha destinato investimenti per 100 milioni di euro di cui 42 milioni di euro per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. A tal riguardo i sindaci hanno ribadito l’auspicio che si associ l’impegno ad una ricapitalizzazione da parte della Regione Liguria tramite la sua finanziaria Filse.
“Questo è il piano della svolta di Acam – ha concluso Federici – ora dovranno seguire rapide azioni attuative degli indirizzi per le quali ci sarà un ampio coinvolgimento dei soci azionisti”.