• Articolo , 6 aprile 2009
  • Accadue, vaporetto a idrogeno e laboratorio di futuro

  • Oggi il varo ecologico della barca a fuel cell realizzata da Venezia Tecnologie SpA e cofinanziata da Eni, Ministero dell’Ambiente e Regione del Veneto

Continua la conversione all’idrogeno di Porto Marghera, parte di un importante processo di rivalorizzazione iniziato qualche anno fa’ con la fondazione di “Hydrogen Park”, Consorzio ad hoc costituito per favorire la sperimentazione di questo vettore energetico. E dopo l’avvio, nella primavera 2008, dei lavori di quella che sarà la prima centrale elettrica a idrogeno di taglia industriale (16 MW) del mondo, è ora la volta di “Accadue”, il vaporetto a celle a combustibile realizzato da Venezia Tecnologie spa e cofinanziato dall’Eni, dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione del Veneto. Parte di un progetto più ampio a cui sono stati dedicati un milione e 800 mila euro, Accadue ha avuto oggi il suo battesimo ufficiale alla presenza degli assessori regionali Renzo Marangon e Renato Chisso e il direttore generale per la ricerca ambientale e sviluppo del ministero dell’ambiente, Corrado Clini.
Simile esteriormente ad una pilotina di sette metri e mezzo, l’imbarcazione è una sorta di laboratorio nautico in grado ottenere l’energia necessaria per far funzionare i suoi motori elettrici da celle a combustibile – due unità da 5 kW ciascuna – di tipo PEM (Proton Exchange Membrane, ovvero a membrana a scambio protonico). Al loro interno l’idrogeno si separa in protoni ed elettroni, i primi si combinano con le molecole di ossigeno rilasciando vapore acqueo, mentre i secondi forniscono la potenza elettrica; dimensionate in modo da poter fornire, una volta a massimo regime, un livello di potenza leggermente superiore al consumo medio stimato dell’imbarcazione (~7÷8 kW), sono supportate comunque alcune batterie ricaricabili, installate a bordo per coprire i picchi di domanda dei motori.
Ma Accadue non è solo tecnologia energetica sperimentale, ma anche un sofisticato sistema elettronico in grado di valutare e memorizzare i dati raccolti in tempo reale in tempo reale per una successiva rielaborazione.

“L’imbarcazione ‘Accadue’ – ha spiegato Clini – è un prototipo, ma è molto importante perchè consente la sperimentazione dell’uso di idrogeno a bordo. In questa fase l’idrogeno viene stoccato a bordo, ma i programmi di ‘Hydrogen Park’ puntano anche ad alimentare i motori con combustibili tipo gas naturale che poi, a bordo, verrà trasformato in idrogeno, il che determina una grande autonomia: questo e’ solo un pezzo della sperimentazione. Bisogna considerare che nella navigazione interna l’idrogeno è importantissimo per ridurre le emissioni oltre a ridurre il contenuto di carbonio, perciò non c’è neanche l’anidride carbonica. Inoltre, nelle aree portuali, dove le operazioni di carico e scarico delle merci devono avvenire con motori accesi a bordo, la sostituzione del combustibile con l’idrogeno sulle grandi navi ridurrà drasticamente le emissioni, anzi le può azzerare: parlo di tutte le emissioni, zolfo, selenio, azoto eccetera. Questa parte, che è molto importante, deve essere sviluppata”.
Nel progetto il ministero dell’ambiente ha investito cinque milioni di euro, mentre altri cinque sono stati stanziati dalla Regione del Veneto, per cui tutela e valorizzazione dell’area Veneziana sono da sempre tra gli obbiettivi chiave delle proprie politiche ambientali e del territorio. Lo ribadisce l’assessore regionale alle Politiche del territorio Renzo Marangon sottolineando come “l’obbiettivo della riconversione produttiva dell’area viene perseguito attuando interventi non solo di riqualificazione ambientale e infrastrutturale, ma anche di riqualificazione produttiva. L’economia dell’idrogeno sta diventando l’obbiettivo verso cui puntare in termini di sviluppo tecnologico nel settore energetico per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. A differenza del settore automobilistico, nel settore marittimo l’esperienza dell’impiego del sistema idrogeno-cella a combustibile per la propulsione sono molto scarse. Oggi – ha concluso Marangon – è quindi un giorno importante, perché si concretizza un progetto che apre nuovi orizzonti per l’alimentazione ad idrogeno e per il suo utilizzo nel settore della mobilità”.