• Articolo , 1 febbraio 2010
  • Accordo di Copenaghen: anche la Nuova Zelanda consegna i target

  • E’ scaduto il termine delle Nazioni Unite per mettere sul tavolo gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni climalteranti. All’appello mancano solo i piccoli emettitori come Filippine o Mali

(Rinnovabili.it) – Anche la Nuova Zelanda ha confermato l’adesione all’Accordo di Copenaghen. Lo rende noto il ministro ai cambiamenti climatici, Nick Smith, annunciando la presentazione di quelli che saranno i target condizionati del proprio Paese in termini di tagli alle emissioni per il 2020.
L’Onu ha chiesto alle nazioni di redigere i propri impegni volontari che sono stati consegnati ufficialmente ieri e che saranno resi pubblici oggi sul sito stesso delle Nazioni Unite; impegni subordinati ad un accordo globale da firmare, si spera, alla conferenza di fine anno in Messico, con la meta finale di porre il mondo sulla strada per limitare l’aumento della temperatura globale di non oltre di due gradi Celsius.
Per la Nuova Zelanda si tratta di un range variabile dal 10 al 20% rispetto ai livelli del 1990 ed entro il 2020, ma che per i più risulta un target sottotono. Niklas Hoehne, direttore del settore Energia e Politica climatica dell’agenzia di consulenza Ecofys ha così commentato la situazione che si sta delineando: “La maggior parte delle promesse dei paesi industrializzati sono insufficienti. La quasi totalità dei paesi sviluppati è ancora lontana da ciò che ci si aspetta, eccetto Giappone e Norvegia”.
Una possibile complicazione potrebbe venire da alcuni paesi, tra cui Cina e India, che hanno scritto alle Nazioni Unite fornendo i target 2020, ma senza dare esplicito sostegno all’Accordo di Copenaghen.