• Articolo , 1 giugno 2009
  • Accordo post-Kyoto: il testo ONU procede

  • Il documento, riferiscono i funzionari, è stato “sostanzialmente accolto come un buon punto di partenza per i negoziati”

(Rinnovabili.it) – Il testo delle Nazioni Unite, base dei negoziati per un nuovo accordo globale sul clima, è sopravvissuto alla sua prima audizione fornendo così una spinta su una strada ancora disseminata di molti ostacoli.
A riferirlo è Yvo de Boer, Segretario esecutivo dell’Unfccc, dal meeting di Bonn, che da oggi al 12 giugno vedrà riuniti i delegati di 192 paesi per mettere a punto le fondamenta del futuro accordo post-Kyoto.
Secondo di cinque round di negoziati previsti quello tedesco ha sulle spalle parecchie aspettative, soprattutto in considerazione dei lenti progressi fatti finora. ”Abbiamo registrato dei passi molto importanti”, ha osservato de Boer. ”In questa fase, non possiamo esprimere giudizi sul risultato di questi negoziati, ma sono fiducioso che ora stiamo andando verso un accordo”. Quasi tutti i paesi industrializzati – ad eccezione del Giappone – hanno reso nota la propria posizione in merito alla riduzione delle emissioni entro il 2020, tuttavia gli impegni presi finora sono, secondo il responsabile Onu, ancora ben lontani dagli ambiziosi scenari proposti dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) per scongiurare la catastrofe climatica. ”Per il momento, le offerte fatte non ci portano verso un accordo ambizioso a Copenhagen” e la speranza di de Boer è che i delegati non aspettino l’ultimo momento per fare nuove proposte. “Prima presentate una nuova idea, più chance ha di essere capita”, considerando l’esiguità del tempo rimasto: solo sei settimane.
Le 68 pagine presentati dall’ONU delineano una serie di opzioni su come affrontare le questioni chiave con cui elaborare una strategia contro i cambiamenti climatici, dalla riduzione dei livelli di emissioni e l’adattamento, al trasferimento ai paesi poveri delle tecnologie pulite, dalle questioni economiche ai mercati del carbonio e la riduzione della deforestazione. Una base ovviamente suscettibile ad ampliamenti ed integrazioni, -fanno notare i funzionari – ma che permetterà ai governi di valutare con chiarezza i propri impegni e concedergli maggiore ambizione.