• Articolo , 6 settembre 2010
  • Acqua “riciclata”: la nuova frontiera dell’agricoltura

  • Mentre a Stoccolma esperti e leader da tutto il mondo stanno discutendo delle iniziative da adottare per gestire la risorsa più importante del pianeta, la Fao ha pubblicato un rapporto sulle opportunità dell’utilizzo delle acque reflue per contrastare la scarsità e l’inquinamento delle fonti idriche del nostro pianeta

(Rinnovabili.it) – Come risolvere il problema della scarsità delle fonti idriche e soprattutto come ridurne l’inquinamento? Due quesiti fondamentali su cui da anni comunità scientifiche e cittadini si interrogano. Un’occasione per tentare di dare una risposta è, proprio in questi giorni, la Settimana Mondiale dell’Acqua – “World Water Week”:http://www.worldwaterweek.org/ , il meeting annuale che festeggia quest’anno la sua 20esima edizione che si terrà a Stoccolma fino al prossimo 11 settembre. Un evento organizzato dalla _Stockholm International Water Institute_ (SIWI), che riunisce esperti, operatori, decisori e leader da tutto il mondo per scambiare idee, promuovere iniziative e sviluppare soluzioni sulla gestione della risorsa più importante del pianeta. Un appuntamento in cui si sta discutendo di temi delicati come quello su cui ha puntato la sua attenzione anche la Fao con un suo recente rapporto: _La ricchezza dei rifiuti: l’economia dell’utilizzo delle acque reflue in agricoltura,_ pubblicato in apertura della Settimana Mondiale dell’Acqua. Una pratica che, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, risulterebbe ancora poco diffusa ma che contribuirebbe ad alleviare i problemi legati alla scarsità e all’inquinamento delle risorse idriche soprattutto in determinate aree del Pianeta.
Secondo i dati raccolti dalla Fao, l’utilizzo in agricoltura delle acque reflue trattate risulta esser praticato in circa 50 paesi, per una superficie complessiva pari al 10% di tutte le terre irrigate. E sebbene su scala globale solo una piccola proporzione delle acque reflue viene usata in agricoltura, tale pratica sta acquistando sempre più interesse in tutto il mondo e in qualche paese – Spagna e Messico, ad esempio – una buona percentuale dell’acqua reflua ripulita viene usata per irrigare.
“I case studies analizzati nel rapporto mostrano che il riutilizzo sicuro delle acque reflue per la produzione alimentare può contribuire ad alleviare la competizione tra città e settore agricolo per l’uso dell’acqua nelle regioni caratterizzate da una crescente scarsità di risorse idriche – ha spiegato Pasquale Steduto, Vice-Direttore della Divisione Terra e Acqua della FAO -. Nei contesti adeguati può anche aiutare a gestire il problema dello smaltimento delle acque di scolo urbane e dell’inquinamento dell’acqua da esse causato.”