• Articolo , 3 luglio 2008
  • Acqua Sant’Anna- Amiat Torino: biobottiglia plastica vegetale

  • L’Azienda Fonti di Vinadio Spa e Amiat – Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino – hanno siglato un accordo per osservare il comportamento su scala industriale e dopo l’uso della nuova biobottiglia di Acqua Sant’Anna, la prima bottiglia destinata al mass market prodotta con plastica vegetale al 100%. La biobottiglia di Acqua Sant’Anna, prodotta con Ingeo, […]

L’Azienda Fonti di Vinadio Spa e Amiat – Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino – hanno siglato un accordo per osservare il comportamento su scala industriale e dopo l’uso della nuova biobottiglia di Acqua Sant’Anna, la prima bottiglia destinata al mass market prodotta con plastica vegetale al 100%. La biobottiglia di Acqua Sant’Anna, prodotta con Ingeo, materia naturale ottenuta dalla fermentazione degli zuccheri delle piante anziche’ dal petrolio, e’ conforme alla norma EN13432, che ne certifica la compostabilita’, cioe’ la biodegradazione in un tempo massimo definito. Obiettivo dell’accordo: monitorare nell’impianto di compostaggio di Borgaro Torinese (Torino) il comportamento della biobottiglia. Il progetto, effettuato ai sensi dello standard UNI EN 13432 e che durera’ tre mesi, permettera’ di seguire la disintegrazione delle bottiglie prodotte con l’innovativa plastica vegetale in ambiente di compostaggio. Questo ultimo e’ un processo mediante il quale gli scarti organici vengono trasformati in utile compost, terriccio ottenuto dalla decomposizione che avviene naturalmente sulle sostanze vegetali. Il progetto, condotto con la collaborazione scientifica del CIC (Consorzio Italiano Compostatori), prevede la realizzazione di tre diversi gruppi da tre sacchi in materiale traspirante all’interno dei quali le biobottiglie di Acqua Sant’Anna, opportunamente sminuzzate, saranno miscelate al materiale organico in fase di compostaggio in percentuali crescenti (dall’1% ad un massimo del 3% in peso). Per tre mesi la miscela sara’ controllata per verificare i corretti parametri di processo (temperatura, ossigeno e umidita’). Prima e dopo la sperimentazione l’organico in decomposizione verra’ analizzato chimicamente per capirne la qualita’ come compost. “Il risultato che ci si aspetta – e’ stato detto – e’ che, dopo il processo di compostaggio, delle biobottiglie in plastica vegetale resti meno del 10%”. Finita la prova e’ prevista anche un’ulteriore certificazione della nuova biobottiglia Sant’Anna presso il CIC.