• Articolo , 18 novembre 2008
  • ActionAid: i biocarburanti minacciano la produzione alimentare

  • Ancora un allarme per mettere in guardia da politiche europee che, incoraggiando la produzione di biofuels di prima generazione, rischiano di affamare il mondo

Dal palcoscenico della Conferenza Internazionale sui Biocarburanti apertasi ieri a San Paolo, Brasile, arriva il monito di ActionAid, l’organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale: “Le politiche europee che incoraggiano la produzione di biocarburanti stanno avendo forti ricadute sul numero delle persone affamate”. L’organizzazione avverte che nel 2007 l’Unione Europea ha sottratto ben 2,85 milioni di ettari di terreno alle colture alimentari per dare spazio alla coltivazione di biocarburanti di prima generazione, alimentando la crescita e la volatilità dei prezzi del cibo. Dal momento che l’Europa non ha terra a sufficienza per raggiungere l’ambizioso obiettivo del 10% di produzione di combustibile tramite prodotti agricoli, denuncia l’organizzazione in una nota, “sta guardando sempre più ai Paesi in via di sviluppo. Ma questo non farà che ridurre la disponibilità alimentare aggravando la crisi dei prezzi”. Nell’agenda europea è prevista per il mese di dicembre una revisione degli obiettivi sulla produzione di biocarburanti, per tal motivo ActionAid chiede che in tale sede “siano eliminati gli incentivi e ridimensionati gli obiettivi della produzione”. E fa sapere che continuerà a spingere affinché venga creata all’interno dell’ONU una Commissione di valutazione degli impatti sociali e ambientali della produzione di biocombustibili, e per una moratoria su ulteriori riconversioni dei terreni coltivabili da produzione alimentare a produzione energetica.