• Articolo , 29 maggio 2009
  • Ad Alghero Legambiente contro il nucleare

  • La sera di sabato 30 maggio dalle 17,30 al porto, banchina Dogana, la Legambiente promuove una manifestazione antinuclearista. Si chiamerà “Per le rinnovabili contro il nucleare”

La sera di sabato 30 maggio dalle 17,30 al porto, banchina Dogana, la Legambiente promuove una manifestazione antinuclearista. Si chiamerà “Per le rinnovabili contro il nucleare”. Sarà un punto informativo e creativo, di incontro e discussione. Sui tavoli dell’associazione si potranno vedere pannelli che catturano il sole e accendono le lampadine a dimostrazione concreta del funzionamento del fotovoltaico e contemporaneamente si potrà firmare la petizione per la Sardegna Denuclearizzata. A informare con dettagliati materiali vi saranno gli ecologisti “I love Kyoto”, ma anche ingegneri e fisici pronti a fornire informazioni scientifiche sulle fonti energetiche.
La campagna antinuclearista della Legambiente, iniziata su Face book dove ha raccolto migliaia di adesioni, ha un testimonial, il bambino Pibù disegnato da Roberta Filippelli, che sarà presente sabato con un grande manifesto e una cartolina da inviare al Presidente della Regione Sardegna.
L’energia solare è da tempo il cavallo di battaglia della Legambiente che ha promosso in Alghero un Gruppo di Acquisto per il Solare. Ma il tema del nucleare è diventato più caldo dopo il recente Decreto del Senato, che introduce l’“autorizzazione unica per la realizzazione di impianti nucleari”, sottraendo alle regioni ogni potere decisionale, mentre accreditati istituti indicano la Sardegna come sito idoneo alla localizzazione del nucleare e delle scorie, più pericolose delle stesse centrali. La tesi dell’associazione è che le attuali centrali nucleari siano da respingere perché responsabili nel mondo di un numero incalcolabile di tumori, leucemie e malformazioni. “Tutto quello che non vi hanno detto sul nucleare” sarà un documento in distribuzione che confuta le tesi nucleariste. Una affermazione colpisce particolarmente: una centrale vicino a casa non è assolutamente uguale che a centinaia di km: le radiazioni sono decisamente più alte e le esposizioni ordinarie, a basse dosi, possono provocare patologie croniche nei soggetti esposti e difetti genetici nella loro progenie. E sono notoriamente proprio questi gli impianti che si prevede di installare, mentre il nucleare pulito, di quarta generazione, è una prospettiva prevedibile non prima di trenta anni. Al Presidente della Regione la petizione chiede un atto istituzionale: una legge che dichiari la Sardegna Denuclearizzata.