• Articolo , 29 marzo 2011
  • Africa, dove inizia la rivoluzione verde

  • L’esperienza africana su ciò che negli ultimi due decenni ha e non ha funzionato, per l’Onu offre una chiave preziosa su cui gettare le basi per una vera green economy continentale

(Rinnovabili.it) – La svolta verde dell’Africa potrebbe essere dietro l’angolo. A sostenerlo è Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep, il programma ambientale dell’ONU, che durante un meeting ad Addis Abeba, Etiopia, con i ministri africani dello Sviluppo economico e della Finanza ha esposto le opportunità presenti nel continente per realizzare una Green economy vincente. “Questo continente è sotto molti aspetti l’invidia del mondo del 21° secolo”, ha detto Steiner ai ministri. “L’Africa è ricca di una serie di risorse naturali che in molte parti del mondo sono state sovrasfruttate e quindi ridotte da secoli di sviluppo insostenibile”. Ciò include non solo i metalli preziosi e semi-preziosi, ma anche risorse quali foreste e biodiversità, che supportano il turismo e che potrebbero anche sostenere future invenzioni e innovazioni farmaceutiche. Nel contempo il territorio presenta diversi siti particolarmente favorevoli per lo sfruttamento di vento, sole e geotermia. “La questione fondamentale”, ha dichiarato Steiner, “è come farà tutto questo potenziale ad essere raccolto a vantaggio degli africani e in un modo che possa promuovere la stabilità qui e altrove”.

Nel mese di febbraio l’Unep ha pubblicato un rapporto che illustra come investire il 2 per cento del prodotto interno lordo mondiale in 10 settori in grado di catalizzare la transizione verso un’economia verde ed ha fornito una raccolta globale di casi di studio provenienti da tutto il mondo, tra cui l’Africa, dove una politica lungimirante da parte dei governi è servita per “annaffiare i germogli” di una green economy. Un esempio è costituito dalla nuova politica energetica del Kenya che ha lanciato recentemente un feed-in tariff e un contratto per l’acquisto di energia di 15 anni dedicato al settore delle rinnovabili, catalizzando gli sforzi su un obiettivo iniziale di *500 MW di geotermia, eolico e ed energia dagli scarti zuccherini*. Contestualmente, entro questa settimana, il segretario generale Ban Ki-moon si recherà in visita nei principali siti geotermici kenioti, localizzati a nord-ovest di Nairobi, per constatare come sono stati raggiunti questi sviluppi.