• Articolo , 21 novembre 2008
  • Africa-UE: insieme si vince

  • Terminate le sessioni africane della Conferenza sul clima di Algeri, si aspetta, in vista di Copeanghen 2009, per l’accordo ufficiale fra Africa e Unione Europea nella lotta contro i cambiamenti climatici

L’atteso intervento del Ministro francese all’Ecologia, Jean-Louis Borloo, alla Conferenza africana sul clima che si chiude oggi ad Algeri, ha dato i suoi frutti delineando le prime linee di un accordo fra Africa e Unione Europea per intervenire contro i cambiamenti climatici, che vedrà l’effettivo inizio dei lavori a Nairobi nel 2009. Il Ministro francese ha potuto contare sul supporto ulteriore del Ministro dell’Ambiente della Repubblica Ceca, Jan Duzik, il quale assumerà dal primo gennaio 2009 la presidenza europea, e che è stato invitato ad Algeri con il chiaro intento di formare un’alleanza allargata tra UE e Africa entro la Conferenza ONU sul clima di Copenaghen nel 2009. Il Ministro sottolinea come, di fatto, non ci siano alternative, in quanto se non si intervenisse insieme è inevitabile la disfatta globale. Le prime considerazioni sono state fatte in merito alla necessità di promuovere dei finanziamenti che garantiscano il trasferimento tecnologico e soprattutto la creazione di un “protocollo” che riservi la dovuta attenzione alle proccupazioni del continente africano, il quale, sebbene in minima parte responsabile delle emissioni di CO2 in atmosfera, è il territorio che maggiormente rischia di accusare gli effetti più devastanti derivanti dai cambiamenti climatici. All’interno della discussione africana sono rientrati temi come il fenomeno delle migrazioni derivate dal degrado ambientale, la lotta alla desertificazione, la protezione delle foreste e delle coste erose dal continuo innalzamento del livello del mare, la protezione della biodiversità, dell’acqua e del suolo, oltre che un importante piano triennale per lo sviluppo delle energie rinnovabili. La Dichiarazione parla chiaro quindi, ed è ora che i Paesi cosiddetti sviluppati, facciano da apripista al resto del mondo mantenendo gli impegni presi sia nel quadro della Convenzione ONU sui cambiamenti climatici che nel Protocollo di Kyoto, e garantiscano un partenariato permanente basato sul principio di equità. Attraverso la voce del Ministro dell’Ambiente algerino, Cherif Rahmani, l’Africa dichiara a voce unica che intende prendersi le proprie responsabilità chiedendo all’Europa di prendersi le sue.