• Articolo , 29 ottobre 2008
  • Agrigento: il Consiglio Provinciale liquida l’Apea Adnkronos

  • In pochi minuti, il tempo di una votazione per appello nominale fatta dal presidente Raimondo Buscemi ed i 23 consiglieri provinciali hanno votato si allo scioglimento dell’Agenzia provinciale per l’energia e l’ambiente. L’Apea venne istituita con delibera del Consiglio provinciale n. 32 del 12 marzo 1998. Il compito dell’Agenzia era quello di un controllo della […]

In pochi minuti, il tempo di una votazione per appello nominale fatta dal presidente Raimondo Buscemi ed i 23 consiglieri provinciali hanno votato si allo scioglimento dell’Agenzia provinciale per l’energia e l’ambiente.
L’Apea venne istituita con delibera del Consiglio provinciale n. 32 del 12 marzo 1998. Il compito dell’Agenzia era quello di un controllo della qualità dell’ambiente nella totalità delle sue matrici attraverso servizi, controlli e monitoraggi ambientali attuati tramite la rilevazione di fattori fisici, geologici, chimici e biologici. Nella delibera che istituiva questa struttura si leggeva inoltre che l’Apea aveva anche compiti di eseguire analisi di laboratorio di rilievo ambientale e di prevenzione sanitaria della collettività, doveva vigilare sul rispetto della normativa vigente e delle prescrizioni contenute nei provvedimenti rilasciati dalle Autorità competenti in campo ambientale. Infine tra i suoi compiti vi era quello di dar vita a campagne informative volte alla diffusione nel territorio di una nuova cultura ambientale.
Intanto veniva siglato un accordo quadro tra lo Stato e la Regione Sicilia a completamento del progetto “Sicenea” “Programma regionale di iniziative e sensibilizzazione all’uso di fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, con implementazione di una rete di strutture informative provinciali” venne costituita all’interno della Provincia l’Ufficio Energia facente parte di una rete di strutture tecniche a livello provinciale di tipo informativo.
L’Ufficio Energia di conseguenza venne ad acquisire alcune delle competenze dell’Apea, per cui
l’agenzia perse molte delle sue competenze.
La votazione in Consiglio per la liquidazione dell’Apea era stata comunque preceduta da un acceso dibattito nato dalla proposta del presidente della commissione “Affari Generali” Matteo Ruvolo di aggiornare la discussione ad una prossima seduta per consentire una più approfondita analisi degli atti dell’Agenzia. Per Daniele Cammilleri del Pd invece “… è venuto il momento che il Consiglio dia una forte sterzata alla propria attività senza fare grandi proclami, ma sviluppi una accurata indagine conoscitiva su altre società partecipate della Provincia per accertare la loro ragione di esistere”. Gli ha fatto eco Gioacchino Zarbo del Pdl che nel suo intervento ha testualmente detto “L’Apea è un ente inutile. Insieme a Roberto Gallo ed all’on. Giambrone feci parte del primo Consiglio di Amministrazione e debbo dirvi che dopo appena otto mesi ci siamo dimessi tutti. L’Apea è solamente un ente che utilizza i soldi per pagare i gettoni di presenza. Quindi sono soldi spesi inutilmente e quindi siamo favorevoli alla votazione per lo scioglimento.
Il Consiglio dopo aver respinto la proposta di Matteo Ruvolo di rinvio della discussione sull’Apea con 14 voti a sfavore e solo 8 a favore, il presidente Buscemi ha messo ai voti la liquidazione dell’Apea. La votazione si è svolta per appello nominale e tutti i 23 consiglieri provinciali hanno votato si alla liquidazione. Successivamente il Consiglio ha votato, approvandola, l’immediata esecutività.