• Articolo , 12 marzo 2009
  • Agroenergia, l’ingegneria genetica da una mano

  • Ottenuto il brevetto da un team di scienziati cechi e coreani per un nuovo metodo che consentirà di un’aumentata produzione di biomassa

I tanto discussi OGM potrebbero dare un significativo impulso alla produzione di energia da biomassa, perlomeno se si seguono i recenti sviluppi ottenuti dall’ingegneria genetica nel settore delle agroenergie. L’ultima biotecnologia a dare notizia proviene dal lavoro congiunto di scienziati cechi e sud coreani che hanno saputo mettere a punto un nuovo metodo per il supporto alla produzione di biomassa. Studiando l’attività di determinati ormoni e proteine sui processi di divisione cellulare, hanno determinato la chiave di regolazione di tale processo nelle cellule staminali delle piante. Una scoperta che, secondo gli scienziati, ben si presta allo sfruttamento attraverso i metodi di supporto propri dell’ingegneria genetica, aprendo così nuove possibilità per la regolazione della crescita delle piante. “L’invenzione, che permette la coltivazione di piante con un’aumentata produzione di biomassa, rappresenta il risultato di importanti attività di ricerca” ha spiegato la dottoressa Eva Janouskovcova dell’Ufficio per il trasferimento tecnologico dell’università di Masaryk al CORDIS. Un tale aumento può costituire un vantaggio per la produzione di piante energetiche, come ad esempio l’acetosa (Rumex acetosa).