• Articolo , 26 maggio 2008
  • Ai paesi del G8 il WWF chiede un mondo a carbonio zero

  • Un taglio delle emissioni del 30% entro il 2020 e dell’80% entro il 2050 è l’unica via possibile per sconfiggere il riscaldamento globale

L’unica speranza per mitigare il cambiamento climatico è arrivare ad un mondo a Carbonio Zero. Questa è la convinzione del WWF e nucleo centrale dell’appello lanciato ai Paesi del G8, affinché agiscano quali pionieri nel taglio delle emissioni climalteranti. “La crescita delle emissioni è indubbiamente veloce in alcune economie emergenti – spiega il WWF – ma la responsabilità storica e la capacità economica e tecnologica dei paesi del G8 rimane inalterata. I paesi più poveri soffriranno gli impatti più forti del cambiamento climatico, rischiando di vanificare gli sforzi finora compiuti dalla comunità internazionale e dai singoli governi e donatori internazionali nella lotta alla povertà”. L’associazione rivolge un invito anche al Governo Italiano affinchè rivesta un ruolo attivo per far sì che i paesi industrializzati stabiliscano un obiettivo di medio termine, impegnandosi a una riduzione globale delle emissioni domestiche del 30% sotto i livelli del 1990 entro il 2020, in linea con le raccomandazioni dell’IPCC. “Questo obiettivo concorrerebbe, infatti, alla salvaguardia del 20-30% delle specie che sono a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico e alla riduzione degli impatti sull’uomo (salute, acqua e attività produttive)”. “Il G8 deve anche stabilire un impegno misurabile, rendicontabile e verificabile a finanziare lo sforzo dei paesi in via di sviluppo”, riconoscendo che le emissioni globali devono essere ridotte di circa l’80% entro 2050, rispetto ai livelli del 1990. “Non agire oggi – conclude – vorrebbe dire doverlo fare a un prezzo altissimo in futuro, e con minori speranze di successo. E’ venuto il momento di dimostrare che gli 8 paesi che si riuniscono in Giappone sono, e non soltanto si definiscono, ‘grandi'”.