• Articolo , 29 settembre 2008
  • AIE: i governi agiscano urgentemente per promuovere le rinnovabili

  • Dopo il giudizio positivo espresso sul “pacchetto” di direttive su energia e clima della Commissione UE l’Agenzia internazionale per l’energia torna a spronare i Governi affinché adottino politiche efficaci per accelerare lo sfruttamento del grande potenziale costituito dall’energia rinnovabile

Secondo l’AIE (Agenzia internazionale per l’energia) per dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2050 e ridurre pertanto al minimo i significativi effetti sul cambiamento climatico, circa il 50% del fabbisogno elettrico mondiale dovrà provenire dalle fonti rinnovabili. Obiettivo ambizioso che richiederà un impegno politico senza precedenti e politiche di progettazione e attuazione “ad hoc”. “Solo un numero limitato di paesi ha messo in pratica politiche efficaci di appoggio alle rinnovabili e ciononostante c’è ancora molto da fare”, ha dichiarato Nobuo Tanaka direttore esecutivo dell’AIE oggi a Berlino in occasione del lancio del nuovo studio “Deploying Renewables: Principles for Effective Policies”. “Diverse nazioni hanno fatto importanti progressi negli ultimi anni. Ma molto di più si può e si deve fare a livello globale in modo tale da indirizzare la nostra insostenibile sete di energia in un futuro più pulito e più sicuro”. Nella pubblicazione l’AIE ha per la prima volta effettuato un’analisi comparativa delle varie politiche pro rinnovabili nei 35 paesi che fanno parte dell’OCSE e della BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), prendendo come anno di riferimento il 2005 e analizzando l’evoluzione nei tre settori pertinenti: produzione di energia elettrica, riscaldamento e trasporti. Attualmente, solo il 18% dell’elettricità è generata da rinnovabili e per questo motivo lo sforzo dovrà essere “immenso”, ha aggiunto Tanaka e “impostare un ‘prezzo del carbonio’ non è sufficiente”. Delle politiche che mirino alla crescita delle energie pulite devono, secondo l’Agenzia, seguire cinque punti chiave:
* La rimozione delle barriere non-economiche (come gli ostacoli amministrativi, la mancanza di informazione e di formazione, gli ostacoli di accesso alla rete, ecc);
* La necessità di una struttura di supporto trasparente e prevedibile per attrarre investimenti;
* L’introduzione di incentivi transitori, riducibili col tempo, per promuovere e monitorare l’innovazione scientifica e spostarsi rapidamente verso tecnologie competitive sul mercato;
* Lo sviluppo e l’attuazione di incentivi adeguati a garantire un livello specifico di sostegno alle diverse tecnologie in base al loro grado di maturità;
* La dovuta considerazione dell’impatto dell’immissione su larga scala di quest’ultime rispetto al sistema energetico globale, in particolare nei mercati energetici liberalizzati.