• Articolo , 16 marzo 2011
  • Al Berkeley Lab un passo più vicini all’Economia dell’Idrogeno

  • Nanotecnologie e polimeri simili al plexiglas. Questo il segreto dei ricercatori americani per la messa a punto un materiale composito che assorbe e rilascia l’idrogeno rapidamente e a temperature modeste

(Rinnovabili.it) – Nonostante a partire dal 1970 sia stato presentato come una promettente alternativa ai combustibili fossili, esiste una ragione per la quale non viviamo ancora in una “Economia dell’idrogeno”. Accanto alla questione non sottovalutabile di una produzione energeticamente sostenibile di questo vettore, ve ne è un’altra altrettanto di primo ordine: il gas in questione deve essere immagazzinato densamente ed in modo sicuro, rendendolo però, allo stesso tempo, facilmente accessibile.
Negli ultimi anni, i ricercatori hanno tentato di affrontare entrambe le questioni con lo stoccaggio dell’idrogeno in solidi, sequestrando grandi quantità in piccoli volumi con una bassa reattività, in maniera tale da mantenere questo gas volatile stabile. Tuttavia, la maggior parte di questi solidi possono assorbire solo una piccola quantità di idrogeno e per aumentare la loro efficienza energetica complessiva richiedono fasi di riscaldamento o raffreddamento estreme.
Ora, gli scienziati del *Lawrence Berkeley National Laboratory*, uno dei più avanzati centri di ricerca del Dipartimento energetico americano, hanno progettato un nuovo materiale composito dalle grandi promesse. Il lavoro ha richiesto l’impiego di nanoparticelle di metallo cosparse di magnesio attraverso una matrice di polimetilmetacrilato, un polimero vicino al plexiglas. Questo nanocomposito flessibile assorbe e rilascia rapidamente l’idrogeno a temperature modeste, senza peraltro ossidare il metallo a fine ciclo.
“Questo lavoro mette in mostra la nostra capacità di progettare materiali compositi su scala nanometrica in grado di superare gli ostacoli termodinamici e cinetici”, ha affermato Jeff Urban, del laboratorio americano. “Inoltre, siamo in grado di sfruttare in modo produttivo le proprietà uniche di polimeri e nanoparticelle in questo nuovo materiale composito, concedendogli di conseguenza un ampio campo d’applicazione nei settori della ricerca energetica”.