• Articolo , 24 maggio 2011
  • Al MIT “insegnano” alle microalghe a produrre più idrogeno

  • Introducendo un enzima bio-ingegnerizzato nel liquido contenente microalghe gli scienziati del MIT sono riusciti ad inibire quasi totalmente la produzione di zuccheri a favore della generazione di idrogeno

(Rinnovabili.it) – Alla continua ricerca di fonti alternative per la produzione di energia a basso impatto ambientale gli scienziati del panorama mondiale sperimentano sempre nuove tecnologie low carbon. Una delle fonti che maggiormente stuzzica l’ingegno degli addetti ai lavori è da sempre l’idrogeno, anche stavolta protagonista di un’interessante scoperta. Diversi tipi di cianobatteri e microalghe sono da tempo note per le proprietà che permettono loro di utilizzare l’energia solare per scindere le molecole d’acqua per ottenere energia, liberando così l’idrogeno come sottoprodotto.
In un recente studio del MIT, il professor Shuguang Zhang, in collaborazione con Iftach Yacoby e Sergii Pochekailov, ha scoperto un innovativo metodo che permette loro di generare ancora più idrogeno sfruttando le microalghe.
“Alle alghe non interessa produrre idrogeno, vogliono produrre zucchero. Lo zucchero è ciò di cui hanno bisogno per vivere e l’idrogeno è solo un sottoprodotto. Ma un enzima multitasking, introdotto nel liquido dove sono posizionate le alghe, sopprime la produzione di zucchero e reindirizza gli organismi alla produzione di idrogeno” ha dichiarato Yacoby.

Nel lavoro che sarà presto pubblicato on line sul *Proceedings of National Academy of Sciences*, Zhang e il suo team, spiegano come, introducendo in un liquido contenente alghe *un enzima bio-ingegneratizzato* dalle multi capacità, siano in grado di inibire nelle alghe la produzione di zuccheri favorendo invece la produzione e il rilascio di idrogeno, con *un aumento del 400%*.
Prima nel suo genere la ricerca dimostra come le reazioni chimiche possano essere modificate e sfruttate per i bisogni dell’umanità e, nonostante l’esperimento sia ancora in una fase di laboratorio, le potenzialità appaiono infinite e promettenti, soprattutto all’interno dell’industria delle fuel cell, senza danni all’ambiente e alla natura.