• Articolo , 22 gennaio 2009
  • Al supermercato con buste ‘ecompostabili’ ed ‘ecotone’

  • Despar annuncia la produzione e vendita delle buste biodegradabili e composte da tessuti naturali anticipando l’adozione della direttiva in merito al divieto di produzione e commercializzazione di sacchetti di plastica non biodegradabili decretato per il 1 gennaio 2010

È capitato a tutti, e sostanzialmente capita ancora, di ritrovarsi in casa una raccolta interminabile di sacchetti di plastica della spesa ciascuno utilizzato un’unica volta. Ma ciò che risulta più fastidioso è che quando sembra che finalmente questa raccolta tende ad esaurirsi ecco che il mucchio riprende sostanza, con tutto ciò che comporta nei confronti dell’ambiente, dell’inquinamento e del degrado ambientale. Ed è proprio per ovviare a tale, purtroppo frequente, problematica ed inconveniente che Aspiag Service S.r.l. annuncia la volontà di ridurre l’uso dei sacchetti di plastica usa e getta proponendo contemporaneamente un nuovo marchio “Ecoprispetto” e alternative eco-compatibili al tradizionale sacchetto. Anticipando i termini per conformarsi al divieto di produzione e commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabili che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2010 e che grazie al quale si stima sarà possibile risparmiare l’equivalente di 430 mila tonnellate di petrolio e ridurre di circa 200 mila tonnellate le emissioni di CO2 nell’atmosfera, Despar, Eurospar e Interspar del Triveneto e della provincia di Ferrara metteranno a disposizione dei clienti, nell’immediato, sacchetti della spesa ‘Despar Ecompostabili’ realizzati cioè in Mater-Bi®, una famiglia di bioplastiche nate dalla ricerca italiana di Novamont S.p.a. e costituite da materie prime rinnovabili di origine agricola (amidi e olii vegetali non OGM); mentre da marzo introdurranno nel loro circuito di vendita le borse della spesa ‘Despar Ecotone’, particolari per la loro robustezza, praticità, lavabilità in lavatrice e durabilità nel tempo. Quanto alle buste Despar Ecompostabili queste si attengono alla direttiva UE (EN 13432) risultando pertanto perfettamente biodegradabili e compostabili, quindi idonee all’utilizzo per la raccolta differenziata dei rifiuti organici. Tale iniziativa assume notevole importanza se si considerano i dati resi noti dal Direttore Marketing di Despar, Francesco Montalvo, fecendo riferimento ai 40 milioni di sacchetti di plastica venduti all’anno con la conseguente immissione in atmosfera di 2000 tonnellate di CO2 e al fatto che, qualora soltanto il 20% di buste di plastica fosse sostituito dalle alternative eco-compatibili proposte dal gruppo, si potrebbe ottenere una riduzione di emissioni di CO2 di almeno 400 tonnellate.