• Articolo , 12 aprile 2008
  • Al via corsi per energia pulita in edifici statali

  • Un programma di specializzazione per monitorare il patrimonio edilizio statale della Toscana da dotare al più presto di sistemi di produzione energetica di ultima generazione. A frequentare i corsi, ospitati dall’Università di Firenze, saranno i tecnici del Ministero delle infrastrutture di Toscana e Umbria. L’iniziativa e’ uno dei frutti dell’intesa siglata tra Provveditorato per le […]

Un programma di specializzazione per monitorare il patrimonio edilizio statale della Toscana da dotare al più presto di sistemi di produzione energetica di ultima generazione. A frequentare i corsi, ospitati dall’Università di Firenze, saranno i tecnici del Ministero delle infrastrutture di Toscana e Umbria. L’iniziativa e’ uno dei frutti dell’intesa siglata tra Provveditorato per le opere pubbliche di Toscana e Umbria ed Enea. Le lezioni, tenute da esperti dell’Enea, prenderanno il via martedì prossimo, 15 aprile, e sono aperte anche agli studenti universitari che ne hanno fatto richiesta. Una volta terminati i corsi, il Provveditorato impiegherà i tecnici per monitorare gli edifici dello Stato della Toscana e individuare le soluzioni migliori per garantire sistemi di produzione energetica di ultima generazione, in grado di assicurare efficienza, risparmio economico e grande attenzione all’ambiente. Il lavoro sarà pianificato per essere realizzato nell’arco di dieci anni, auspicando la più ampia collaborazione con la Regione e con gli enti locali. Intanto nell’ambito dell’intesa con l’Enea e’ già stata avviata una prima fase sperimentale che interessa due edifici storici: la Badia Fiesolana e Villa Schifanoia oggetto di studi e proposte di intervento per migliorare le prestazioni energetico-ambientali delle due strutture sedi dell’Istituto Universitario Europeo. Inoltre sarà dedicata proprio a tutto il territorio di competenza dell’Università europea la verifica di fattibilità che valuta l’attuazione delle generazione distribuita per la creazione e l’utilizzo di energia. “Fino a oggi – spiegano gli esperti del Provveditorato – l’energia veniva generata a livello centrale e poi trasportata verso la periferia. Con il nuovo metodo si punta a crearla in loco evitando così dispersioni antieconomiche”.