• Articolo , 26 settembre 2008
  • Alcatraz incontra Banca Etica

  • La notizia è stata data qualche giorno fa con un certa dose di legittimo orgoglio: finalmente due esperienze di economia “alternativa” nate in contesti e con presupposti molto diversi tra loro si incontrano e collaborano concretamente su un’iniziativa commerciale e finanziaria (e non solo). Le esperienze della ““Libera Università di Alcatraz””:http://www.alcatraz.it/, creata e gestita da […]

La notizia è stata data qualche giorno fa con un certa dose di legittimo orgoglio: finalmente due esperienze di economia “alternativa” nate in contesti e con presupposti molto diversi tra loro si incontrano e collaborano concretamente su un’iniziativa commerciale e finanziaria (e non solo).
Le esperienze della ““Libera Università di Alcatraz””:http://www.alcatraz.it/, creata e gestita da Jacopo Fo e di “Banca Popolare Etica”:http://www.bancaetica.com/Default.ep3 sono abbastanza note, e l’accordo riguarda l’attività del gruppo d’acquisto di pannelli solari fotovoltaici (http://www.jacopofo.com/pannelli-solari).
Il progetto di base è nato ormai parecchio tempo fa all’interno di Alcatraz e consiste in un’idea semplice ma raramente applicata: mettere insieme una sufficiente “massa critica” di consumatori che, con la forza della loro unione, riescano ad ottenere condizioni vantaggiose sia dal punto di vista economico che qualitativo nell’acquisto di un determinato bene o servizio.
Allo stato attuale i numeri del Gruppo d’Acquisto di Alcatraz sono i seguenti:
Richiesta primo studio di fattibilità: 1300
Richiesta sopralluogo per installazione: 272
Avvio installazione: 104
Impianti installati: 38
In materia di gruppi d’acquisto in Italia esiste la nota esperienza dei G.A.S. – “Gruppi d’acquisto Solidale”:http://www.retegas.org -e lo stesso J. Fo lavora da lungo tempo su altre forme di consociazione di consumatori. E’ peraltro lui stesso il primo a non nascondersi la difficoltà di questo approccio, che pure potrebbe rappresentare una vera e propria “rivoluzione” in molti settori, dai servizi bancari a quelli assicurativi o telefonici, ecc. ecc. (se portato avanti in modo “eticamente orientato”).
In questo caso ciò che si acqusita non è una semplice merce, ma un impianto di pannelli fotovoltaici (destinati principalmente ad uso domestico). Per questo tipo di investimento gli ostacoli che si prospettano sono parecchi e complicati: dalle difficoltà “tecniche” legate alla corretta progettazione sino alle difficoltà amministrative connesse all’attivazione del “conto energia” (e va dato atto a J. Fo di lavorare correttamente sulla trasparenza con il blog – presente all’interno della pagina del gruppo d’acquisto – che raccoglie le testimonianze, le “richieste d’aiuto” ma anche le critiche vivaci di chi ha installato o sta installando un impianto).
Elemento di forza del Gruppo d’Acquisto di Alcatraz è la collaborazione con un team professionale di esperti: l’ingegner Fauri del Polo Tecnologico per l’Energia (www.poloenergia.com), che fornisce il supporto e la supervisione tecnica, e la società Merci Dolci (www.commercioetico.it), che segue i rapporti con gli aderenti, con gli installatori con i fornitori degli altri servizi.
Ma l’ostacolo maggiore che tutti si trovano di fronte è pur sempre quello legato all’ammontare dell’investimento iniziale. Lo slogan dell’idea di J. Fo è sempre stato “Pannelli fotovoltaici a costo ZERO”, basato principalmente sul meccanismo del “conto energia” (dal sito: “In pratica per ogni kWh prodotto consegue un duplice vantaggio: da una parte si riceve il contributo erogato dal GSE, dall’altra sulla bolletta si risparmia l’equivalente della produzione ovvero si incassano i soldi della vendita alla rete.), ma questo non risolve il problema del “dove prendere i soldi all’inizio”.
Il Gruppo d’Acquisto ha quindi subito lavorato per trovare accordi con qualche istituto di credito che fosse disposto a finanziare l’installazione superando le barriere tipiche dell’accesso al credito (ipoteche sulla casa, ecc.) e accettando l’impianto stesso – legato alla “forza di convinzione” dei consumatori associati – come garanzia.
Non è stato un percorso semplice: il primo accordo è stato trovato con “Banca Sella”:https://www.sella.it/index.jsp e ora “finalmente” è partita la convenzione con Banca Popolare Etica.
Un piccolo confronto delle condizioni applicate dalle due convenzioni:

*Banca Sella*

* Durata massima del finanziamento: 15 anni.
* Tipi di finanziamento per privati: prestito personale, mutuo chirografario o mutuo fondiario.
* Tasso di interesse: Euribor o Eurirs (cioè tasso variabile o tasso fisso) più spread di 1,25 fino a 12 anni e di 1,50 da 12 a 15 anni.
* Forme tecniche per aziende: mutuo chirografario e mutuo fondiario, fino a 15 anni, tasso variabile più spread che va da 0.65 a 2 % a seconda del rating (da AAA a CCC).
* Spese di istruttoria: 0,20% dell’importo erogato, minimo 100 €, massimo 1.500 €.
* Altri Oneri: Per accedere al finanziamento il cliente deve aprire un conto corrente presso Banca Sella dove deve canalizzare l’incentivo del Conto energia.

*Banca Popolare Etica*

* Mutuo chirografario (cioè senza necessità di dare garanzie) della durata di 20 anni.
* Possibilità di scegliere se a tasso fisso o variabile. (Dal sito: “E non basta… Banca Etica offre anche un prodotto diverso dal solito mutuo, cioè un fido in conto corrente (si chiama Conto EnergEtico), che arriva fino a 21 anni, e che in pratica permette di pagare il finanziamento mano a mano che il GSE paga il contributo del Conto Energia”.
* Tasso di interesse: “Grazie alla forza del Gruppo, gli interessi che si andranno a pagare sono più bassi di 0,1 punti percentuale rispetto a quelli normalmente praticati da Banca Etica, e cioè: fino a 10 anni spread dello 0,65 %, da 15 anni dello 0,75 %, da 20 anni dello 0,90 %. Questo spread è uguale sia che si scelga il tasso fisso sia per quello variabile. Lo spread per il Conto EnergEtico è sempre 0,90. Cosa significa in pratica? Presto detto: un mutuo a tasso fisso da 15 a 20 anni avrà un interesse del 5,64%, fino a 15 anni del 5,48%, fino a 10 anni del 5,34% (IRS aggiornato al 2 settembre)”.
* Note: “la Convenzione, con queste caratteristiche, è applicabile unicamente a impianti di tipo “domestico”, che non superino, cioè, i 5-6 kW di potenza. Tutti gli altri possono essere finanziati da Banca Etica, ma nel corso dell’istruttoria non godranno dell’”autostrada” offerta per il Gruppo, né dello “sconto” sullo spread. Nonostante questo, come Gruppo ci impegniamo ugualmente a seguire anche queste pratiche. Ovvio che in tutti i casi (in Convenzione o non), il Gruppo non chiede all’aderente nessun riconoscimento economico per questo servizio
* Altri oneri: “A fronte di questi notevoli vantaggi Banca Etica chiede una piccola contropartita: di diventare loro soci. L’informativa si può leggere “qui”:http://www.mercidolci.it/fotovoltaico/diventare_socio_Banca_Etica.pdf”.

Ma le considerazioni più interessanti sono altre; chiudiamo con due citazioni, una relativa all’efficacia della consociazione degli acquisti e un’altra relativa al rapporto con Banca Popolare Etica:
1) Come dice (la definizione è originale) “il fortunato proprietario di un impianto fotovoltaico da 6 Kwh” sul blog del Gruppo, “…per tutto questo debbo ringraziare il Gruppo di Acquisto e la società di installazione messa a disposizione. Certo nell’impresa non sono state tutte rose e fiori, specialmente all’inizio, però hanno profuso il loro sforzi per cercare di darci un servizio, un prezzo, installatori professionisti ed una garanzia di qualità che probabilmente da soli non saremmo riusciti ad ottenere.
2) Secondo J. Fo, la convenzione con BPE è un grande risultato per il Gruppo d’Acquisto perché “Banca Etica è… Banca Etica, cioè l’unico istituto di credito che aderisce a valori che non siano solo quelli mirati ad arricchire gli azionisti! E che è anche una banca “verde”, che con il suo ““Progetto Energia””:http://www.bancaetica.com/Content.ep3?CAT_ID=31844&ID=129135 persegue riduzione dei consumi, tutela dell’ambiente e valore sociale, facilitando la creazione di comunità energetiche autosufficienti e sostenibili. Ovvio che a noi, del Gruppo, appaia come il partner finanziario attualmente più vicino possibile al nostro ideale”.

Non sempre è tutto oro quello che luccica, e bene lo sa chi conosce a fondo le problematiche dei gruppi d’acquisto, chi non sempre è d’accordo con le proposte e le attività di Jacopo Fo e forse ancor di più chi ha vissuto (il sottoscritto è tra questi e non ha mai risparmiato le critiche o le dissociazioni) tutte le travagliate vicende di Banca Popolare Etica, ma uno sguardo “aperto” e una ventata d’ottimismo, in questi tempi, non possono che aiutarci a respirare meglio.