• Articolo , 17 febbraio 2011
  • All’Ambra Jovinelli va di scena il risparmio energetico

  • Ieri, il teatro Ambra Jovinelli ha cambiato volto: per la prima volta è stato illuminato mediante l’uso della tecnologia a LED, una soluzione che permetterà un grande risparmio energetico e favorirà quindi la tutela dell’ambiente. La serata, organizzata dall’associazione Restart, ha avuto l’attenzione dei media e si è svolta sotto l’egida di Caterpillar, la nota […]

Ieri, il teatro Ambra Jovinelli ha cambiato volto: per la prima volta è stato illuminato mediante l’uso della tecnologia a LED, una soluzione che permetterà un grande risparmio energetico e favorirà quindi la tutela dell’ambiente. La serata, organizzata dall’associazione Restart, ha avuto l’attenzione dei media e si è svolta sotto l’egida di Caterpillar, la nota trasmissione radiofonica che patrocina da anni l’evento *“M’illumino di meno”.*
E sulle note dell’inno d’Italia suonate dal sassofonista Marco Zurzolo sono state accese le nuove luci a basso impatto della facciata, a sottolineare la piena adesione all’iniziativa di Caterpillar, che quest’anno prevede anche una declinazione patriottica in virtù della celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, rispettata dall’Ambra Jovinelli con un gioco tricolore sulle tre arcate principali.
Ma come è venuta l’idea di illuminare un teatro storico come l’Ambra Jovinelli mediante una tecnologia che permetta il risparmio energetico? Lo chiediamo a Paola Sinigaglia, presidente dell’associazione Restart che ha promosso l’evento.

*Paola Sinigaglia:* Il teatro Ambra Jovinelli è stato da sempre un punto di riferimento della cultura romana. Nel 2010, per la precisione il 26 dicembre, ha riaperto le sue porte, dopo due anni di chiusura e, in questa fase di transizione cruciale, si trova a dover affrontare problematiche logistiche, tecniche, burocratiche. Nonostante ciò il cartellone della stagione teatrale è pronto e presenta nomi d’eccellenza come sempre è stato nella storia dell’Ambra Jovinelli, sin dalla sua creazione agli inizi del ‘900.

*_I 150 anni dell’unità d’Italia festeggiati valorizzando uno dei simboli dello spettacolo made in italy, come è stato realizzato tutto ciò?_*
*P.S.* “Noi dell’associazione Restart, abbiamo voluto sottolineare il valore storico e simbolico di questa struttura, anche attraverso l’illuminazione della sua facciata. In questo modo è stato possibile da una parte rivalorizzare il teatro stesso, che si trova in uno dei quartieri storici della città, sotto il segno del risparmio energetico, ma anche sottolineare l’importanza di un luogo di cultura e condivisione, in un periodo storico così difficile come quello che stiamo vivendo, per cui: m’illumino di meno (ambiente) illumino la mente (cultura e condivisione). L’occasione per presentarla ci è stata fornita dall’iniziativa di Caterpillar, che ha visto ovviamente la nostra immediata adesione. E alla luce di quanto detto la scelta dei Led era assolutamente obbligata in quanto sia Restart che lo stesso teatro Ambra Jovinelli, volevano in qualche modo manifestare la loro sensibilità verso i temi ambientali e il risparmio energetico”.

Il tema dell’illuminazione delle facciate storiche è da sempre oggetto di studi che cercano di far convivere le esigenze di un’adeguata illuminazione e quindi valorizzazione dell’oggetto architettonico e le necessità degli impianti che necessitano spesso di passaggi di fili, muratura di staffe e altri elementi non sempre invisibili. La progettazione della facciata ha previsto l’uso di moderni faretti a Led da 1,2 watt per un totale di 138 LED ed un consumo complessivo di tutto l’impianto inferiore ai 200 watt. L’architetto e Lighting Designer, Stefano Sassi, è l’autore del progetto illuminotecnico della facciata, e ci spiega come, con la tecnologia a LED, sia stato possibile riutilizzare sia l’impianto elettrico preesistente che altri elementi in genere invasivi quali le scatole di derivazione. La scelta del LED viene inoltre a limitare i consumi elettrici del teatro che vede nell’illuminazione, come in effetti ogni struttura pubblica, una voce importante del proprio budget. Tecnologia all’avanguardia sposata ad una facciata molto cara ai Romani che frequentano l’Ambra Jovinelli, fin da quando nel 1906 l’impresario teatrale, Giuseppe Jovinelli diede il via alla realizzazione di quello che diventerà tra le due guerre uno dei più importanti teatri di varietà della capitale.
Con l’impianto, spiega l’architetto, “vengono tracciati quelli che sono già i disegni architettonici della facciata, le lesene di facciata del primo e secondo ordine, mentre in alto vengono valorizzate le due parti laterali del timpano e la parte centrale dello stemma dell’Ambra Jovinelli”. Una tecnologia leggera quella dei diodi a emissione luminosa che permette di limitare a volte l’uso delle staffe e quindi dei fori da praticare nella facciata: i “proiettori led, da nove led ciascuno” che sono posti “sulla cornice del primo ordine, ed hanno lo scopo di direzionare la luce sia in basso che in alto” risultano ancorati ad un’unica staffa dato che ogni proiettore pesa meno di sei chili. La facciata risulta quindi valorizzata da un progetto illuminotecnico che, rispettando ed esaltando gli elementi architettonici che la compongono come le lesene, i finestroni, le cornici e il timpano, induce una percezione chiara delle parti che la compongono. Risparmio energetico e valorizzazione della facciata sono quindi le priorità di questo progetto, l’architetto Sassi parlando dei Led ha affermato che per usi nei quali sia necessario illuminare puntualmente delle zone come in questo caso, questa tecnologia è perfetta, viceversa si dovrà ancora lavorare affinché i led possano risultare efficaci nella illuminazione estensiva come ad esempio la piazza antistante il teatro.