• Articolo , 2 novembre 2010
  • All’Università di Bolton c’è chi ha la ‘stoffa’ per cambiare la microelettronica

  • Nasce nei laboratori britannici la prima fibra ibrida fotovoltaica-piezoelettrica mai realizzata. E i vestiti di domani non saranno più gli stessi

(Rinnovabili.it) – Immaginate un mondo dove tutti i gadget elettronici, dal telefono cellulare al computer portatile fino all’mp3, siano in grado di ricaricarsi da soli e i vestiti di alimentare radio o palmari. I ricercatori dell’Istituto per la ricerca sui materiali e innovazione (IMRI) dell’Università di Bolton sostengono che questo mondo futuristico non sia poi così lontano e per accelerare i tempi su questa eco-rivoluzione stanno attualmente lavorando con una società di sviluppo cinese al fine di portare il loro materiale intelligente – inventato per la causa – sul mercato nel più breve tempo possibile.
Con il finanziamento del Knowledge Centre for Materials Chemistry (KCMC), gli scienziati dell’IMRI sono riusciti a creare un prodotto unico, una fibra piezoelettrica flessibile che può essere ordita per creare veri e propri “tessuti energetici”. In altre parole ogni filo è in grado di produrre una differenza di potenziale in seguito a compressione o distorsione.
In realtà fin qui c’è poco di nuovo; a rendere il lavoro davvero innovativo è l’aggiunta di un processo, rapidamente brevettato, per la creazione di una fibra ibrida foto-piezoelettrico, ossia in grado di sfruttare anche l’energia del sole.
L’inventore e Direttore della ricerca Elias Siores ha spiegato: “Nel mercato attuale non c’è nulla di paragonabile alla nostra fibra ibrida. Gli scienziati in America hanno creato piezo-fibre con una flessibilità limitata e di conseguenza con applicazioni limitate. Il nostro materiale ha un potenziale così elevato che può essere tessuto praticamente in qualsiasi cosa, comprese le custodie dei laptop e dei cellulari. Le applicazioni più immediate saranno nel settore dei dispositivi funzionati con la microelettronica a bassa potenza, come i telefonini, i computer portatili, MP3, iPads”.
Il Dr Ravi Hadimani si è occupato di calcolare quanta elettricità venga generata da tale materiale: “Abbiamo condotto una serie di esperimenti, rilevando bassi livelli d’elettrica generata ma in grado comunque di vantare un watt di potenza su 20 centimetri quadrati di stoffa”. I programmi dei ricercatori prevedono di lavorare nei prossimi tre anni per sviluppare al massimo la fibra, contando sulla collaborazione di GK opto-Electronics Co Ltd e Nanchang Hangkong University.