• Articolo , 10 settembre 2009
  • Allarme crescita delle temperature, dall’estate all’artico

  • Inversione di tendenza nella cosiddetta Little Ice Age dove dall’anno 1 fino al 1950 si registrava un raffreddamento progressivo che poi si è invece interrotta.

(Rinnovabili.it) – I dati sono dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che l’estate 2009 è stata la seconda estate più calda degli ultimi 180 anni, superata solo alla estrema estate 2003. Oggi abbiamo riscontri precisi sulla temperatura media estiva (25,8°C) con un incremento del 2,3% sugli anni 1971/2007.
“E’ evidente – fa notare il meteorologo Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena, dove hanno stilato una classifica delle estati più calde – come in questa classifica siano presenti ben 6 anni di questo breve scorcio di XXI secolo, e ad essi si aggiungano anche altre due annate (1998 e 1994) molto vicine nel tempo”.
La storia della temperatura del primo millennio dopo Cristo è insufficientemente documentata, specie per la regione artica. Abbiamo motivo di credere che nei 2000 anni scorsi si sia verificato un raffreddamento diffuso durato per tutto il Medioevo e fino alla cosiddetta “Little Ice Age”. La simulazione del clima in un studio, il “Recent Warming Reverses Long-Term Arctic Cooling”, a cura di vari istituti universitari americani e uno danese, mostra le stesse variazioni di temperatura, provando che questa tendenza a lungo termine è stata causata da una costante riduzione dell’insolazione estiva. La tendenza di raffreddamento si è però invertita nel corso del 20° secolo, con quattro dei cinque decenni più caldi che si sono verificati appunto nei nostri anni 2000, appunto tra il 1950 e il 2000.