• Articolo , 3 ottobre 2007
  • Allarme sul global warming nell’Artico

  • Temperature record, registrate dagli studiosi, creano preoccupazioni che ultimamente i media hanno trasmesso e amplificato. Ecco ora dei dati scientifici che putroppo confermano le peggiori previsioni

Alla fine di una serie di rilevamenti e analisi, i ricercatori della Queen’s University dell’Ontario, in Canada, tirano le somme, constatando, durante questa estate, un incremento della temperatura nell’Artico, assolutamente sorprendente. Confermando, se ancora ce ne fosse bisogno, le conseguneze negative sulla regione polare del “global warming”. Le misurazioni della spedizione, effettuate nella base canadese di “High Artic” su Melville Island, hanno visto i termometri indicare temperature addirittura di 20°. Si tratta di un incremento di ben 15° rispetto alla media delle temperature. “E’ un fenomeno eccezionale per un posto dove le temperature medie sono di circa 5 gradi. Quest’anno abbiamo registrato di frequente temperature diurne tra i 10° e i 15° con punte fino a 22° – ha dichiarato Scott Lamoureux, professore di geografia presso la Queen’s Univesity – E il fenomeno è stato accompagnato da uno scioglimento dei ghiacci, anche quello senza precedenti, che ha cambiato il paesaggio dell’isola sotto i nostri occhi – ha aggiunto Lamoureux – Anche in altre zone dell’Artico sono state registrate temperature di 3°/4° superiori alla norma a giugno, luglio e agosto”.
“Anche queste sono un’ulteriore indicazione, che conferma quella passata come l’estate più calda verificatasi su questa regione polare” commenta Walt Meir de l’ “Us National Snow and Ice Data Center” del Colorado. Soprattutto considerando che nella Siberia del nord la colonnina del mercurio si è assestata regolarmente fra i 4°/5° gradi sopra la media. (fonte Apcom)