• Articolo , 11 luglio 2011
  • Amazzonia, 33 dollari al mese salveranno la foresta?

  • Le voci lo dicono già: la quota è insufficiente. Nonostante l’impegno il programma di salvaguardia della foresta pluviale Bolsa Floresta, studiato per garantire alle famiglie una quota minima di sussistenza, non porterà i suoi frutti. E la deforestazione avanza

Quanto costa proteggere le foreste? E’ con questo interrogativo che Greenpeace sta cercando di capire se l’importo di 33 dollari al mese, quota che ognuna delle 7.600 famiglie residenti nella Riserva di Juma (Amazzonia) percepirà grazie ad un nuovo programma di salvaguardia del patrimonio boschivo in cambio dell’impegno a proteggere la foresta pluviale, sarà sufficiente o meno.
Per le famiglie la quota risulta insufficiente e intanto il tasso di deforestazione continua a crescere in maniera esponenziale è sempre più accanita la ricerca di nuove soluzioni che contrastino l’aumento delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, controllato dal meccanismo mondiale di Riduzione delle Emissioni prodotte dalla Deforestazione e dal Degrado Forestale (REDD).

La deforestazione è infatti responsabile di una quota compresa tra il 12 e il 18 per cento delle emissioni mondiali di carbonio – ovvero la stessa percentuale che è stata emessa dal settore dei trasporti a livello globale. Ma le foreste vengono distrutte rapidamente – scompaiono più di 13 milioni di ettari all’anno, un’area equivalente alla dimensione dell’Inghilterra.
Il programma che interessa l’Amazzonia, noto come *Bolsa Floresta* è una delle maggiori iniziative a livello globale che copre attualmente 10 milioni di ettari di verde costantemente sotto sorveglianza.
“Vedo il REDD in Amazzonia costituito da quattro componenti. Uno è il pagamento in contanti. Però non è il più importante. Il motivo per cui si effettua il pagamento in contanti è quello di costruire la fiducia perché la gente è molto infelice quando le promesse fatte non vengono soddisfatte, soprattutto nel cuore della giungla”, ha detto in un’intervista Virgilio Viana, amministratore delegato della Fondazione Amazzonia Sostenibile (FAS) in Brasile. La seconda componente importante evidenziata si concentra invece sulla generazione di reddito, come lo sviluppo di cooperative per la vendita di noci del Brasile, in modo che gli “alberi piantati valgano più degli alberi tagliati.” Altresì il REDD promuove una migliore salute e istruzione per le popolazioni autoctone mentre il quarto componente lavora per rafforzare le comunità locali.
Per quanto concerne il pagamento di quote mensili alle famiglie residenti l’idea alla base consiste nel dar loro la possibilità di provvedere al proprio sostentamento senza depredare le risorse naturali presenti sul territorio con il timore però che il denaro ottenuto venga utilizzato in maniera non adeguata con il conseguente mancato raggiungimento degli obiettivi forestali del REDD.