• Articolo , 10 marzo 2010
  • Ambiente: approvato piano miglioramento qualità aria

  • Lo stato di salute dell’aria in Friuli Venezia Giulia, pur essendo mediamente discreto, presenta alcune criticità. In particolare nei centri urbani sono stati rilevati valori medi annuali alti di biossido di azoto. Per quanto riguarda i valori dell’ozono, essi sono elevati nel periodo estivo su tutto il territorio regionale. Critica anche la situazione delle polveri […]

Lo stato di salute dell’aria in Friuli Venezia Giulia, pur essendo mediamente discreto, presenta alcune criticità. In particolare nei centri urbani sono stati rilevati valori medi annuali alti di biossido di azoto. Per quanto riguarda i valori dell’ozono, essi sono elevati nel periodo estivo su tutto il territorio regionale. Critica anche la situazione delle polveri sottili nel capoluogo giuliano, nella zona della stazione di via Svevo e nel pordenonese mentre gli altri inquinanti, quali biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene e metalli pesanti, sono sotto la soglia di guardia.
A rilevarlo è il piano regionale di miglioramento della qualità dell’aria, approvato quest’oggi dalla giunta, che non si limita ad osservare le condizioni ambientali in Friuli Venezia Giulia ma propone anche delle linee di intervento per migliorarne le condizioni. Tra queste figurano la necessità di chiudere lo stabilimento di Servola a Trieste, l’introduzione di politiche per il risparmio energetico e lo sviluppo della mobilità sostenibile.
LA SITUAZIONE. La valutazione su scala locale è stata effettuata basandosi sui risultati del monitoraggio della qualità dell’aria, integrati con alcune elaborazioni statistiche. La sintesi dei due procedimenti ha portato ad una stima delle concentrazioni di inquinanti dell’aria su tutta la regione. Sono state così individuate zone in cui è necessario un intervento per abbassare la presenza di ozono, ossidi di azoto e Pm10. Per il primo inquinante esistono problematicità connesse ai valori soglia poiché in molte aree del Friuli Venezia Giulia i limiti previsti dalla legge risultano disattesi. Soprattutto ai margini delle aree urbane, si registra il superamento del tetto massimo per la soglia di informazione e, alle volte, per il livello d’allarme. Sull’ossido di azoto, nelle maggiori città ci sono problemi sia sui valori medi orari sia quelli annuali. Se da un lato si osserva una riduzione delle concentrazioni e degli episodi di superamento oltre i limiti di legge, contemporaneamente si verifica un aumento delle concentrazioni e dei superamenti ove questi sono inferiori ai valori massimi consentiti. Per quanto riguarda le polveri sottili, i dati mostrano in regione una situazione da tenere sotto controllo seppur la concentrazione media annua rimane sempre al di sotto degli attuali limiti di legge. Infine Pordenone è la città da tenere controllata per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici. Proiettando poi i dati nel 2015, emergono criticità per la situazione delle polveri nella zona di Trieste (con riferimento alla stazione di via Svevo) e nel pordenonese. Per quanto riguarda il biossido di azoto, le difficoltà si registrerebbero nelle zone di Trieste e Monfalcone oltre che nel centro cittadino di Udine, Gorizia e Pordenone. Relativamente all’ozono, criticità è estesa a gran parte del territorio regionale.

Sono tre le linee di intervento previste dal piano, approvato oggi dalla Giunta regionale, per far fronte al miglioramento della qualità dell’aria e riguardano i trasporti, il settore dell’energia e la comunicazione.
Nel primo caso è prevista la necessità di sviluppare una mobilità sostenibile delle merci e delle persone nel territorio regionale, le incentivazioni al rinnovo del parco veicolare pubblico e l’introduzione di un sistema generalizzato di verifica periodica dei gas di scarico (bollino blu) dei veicoli, ciclomotori e motoveicoli in analogia a quanto già in vigore nel comune di Trieste.
Per disincentivare l’uso dell’auto, le misure di piano prevedono l’estensione delle zone di sosta a pagamento, l’aumento delle tariffe nei settori critici, l’incremento delle vie pedonali o a circolazione limitata nonché l’estensione del servizio di accompagnamento pedonale per gli alunni nel tragitto casa-scuola.
Per quanto riguarda gli interventi in campo energetico, è previsto un programma di dismissione dello stabilimento siderurgico di Servola anche considerando la realizzazione di una nuova centrale termoelettrica a ciclo combinato, l’impiego delle biomasse e dell’energia solare, per la generazione di elettricità e calore, abbinate a campagne di sensibilizzazione per la sostituzione di elettrodomestici e di sistemi di illuminazione a bassa efficienza energetica.
Infine è previsto il sostegno per l’installazione di impianti di generazione combinata di energia elettrica e calore e per l’installazione di impianti eolici. Il piano considera anche la realizzazione di corsi di formazione per amministratori e tecnici sul tema del risparmio energetico e sull’utilizzo di energia alternativa affiancati a convegni, studi e pubblicazioni concernenti la tutela dell’ambiente.
L’ITER DEL PIANO. Nel 2000 la giunta aveva approvato i risultati di uno studio preliminare per mezzo del quale la Regione aveva potuto acquisire alcuni elementi di base necessari alla redazione del piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria. Nel 2008 l’esecutivo ha dato l’avvio alle procedure di formazione del documento strategico. Dopo una lunga procedura che ha contemplato anche la VAS e le consultazioni del pubblico e degli organi competenti in materia ed accolte le relative osservazioni, la Giunta regionale, ha approvato il piano di miglioramento della qualità dell’aria. Nella sua versione definitiva sono confluite tutte le osservazioni presentate. Ora il tutto passerà al vaglio del Consiglio delle Autonomie che dovrà esprimersi dando il proprio parere.