• Articolo , 17 novembre 2010
  • Ambiente, Cameron sprona per un accordo mondiale

  • Il primo ministro britannico David Cameron, intervenuto al _Governors’ Global Climate Summit_, ha lodato le iniziative regionali e nazionali, tra cui quelle di Schwarzenegger in California, in tema di cambiamenti climatici, tuttavia si auspica che il prima possibile Cina e Stati Uniti insieme al resto del mondo trovino un accordo comune.

(Rinnovabili.it) – In occasione del _Governors’ Global Climate Summit_ a Davis, in California, il primo ministro britannico David Cameron è intervenuto via satellite e ha denunciato che non basta un approccio nazionale e regionale per combattere i cambiamenti climatici, ma insiste su un patto globale per affrontare le emissioni di gas serra.

Il premier ha continuato, elogiando sia il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, e sia il presidente statunitense, Barack Obama, per i passi avanti fatti nella lotta al cambiamento climatico. Però ha ammonito gli approcci frammentari degli stati membri, tra cui la stessa California, e ha esortato Cina e Stati Uniti ad una coalizione comune su tali temi. “Regno Unito e Unione Europea hanno obiettivi molto aggressivi per ridurre le emissioni di carbonio – ha detto il politico inglese – Io ammiro quello che il governatore Schwarzenegger ed alcuni stati stanno facendo, tuttavia allo stesso tempo abbiamo bisogno di un accordo globale. Se Stati Uniti e Cina non sono dalla stessa parte rischiamo pericolosi cambiamenti climatici”.

Inoltre Cameron ha criticato sia la resistenza dei cinesi al monitoraggio delle emissioni di CO2, di cui si era discusso già a Copenaghen, sia la classe politica americana, soprattutto l’opposizione. “Per ottenere un vero accordo internazionale la Cina deve monitorare e registrare le proprie emissioni, ed in più bisogna convincere l’intera amministrazione americana che c’è necessità di un accordo internazionale”.

Poi il ministro britannico non crede che la conferenza di Cancun di fine Novembre sarà l’occasione per giungere ad un patto internazionale, ma costituirà solamente una tappa di passaggio. “Si deve convincere tutti gli Stati mondiali – chiude – che la lotta al cambiamento climatico non è un programma anti-crescita, ma deve essere un ordine del giorno per salvare il nostro pianeta. Cancun è solo un punto di sosta. La cosa migliore che possiamo svolgere fino a Cancun e poi fino in Sud Africa è dimostrare che lo sviluppo sostenibile ha un senso”.